Archive
Titanici scontri
Ieri sera, mentre gettavo piatti e pentole nella lavastoviglie, ho avuto la pessima idea di accendere la TV e di sintonizzarmi su RAI 1.
Era in onda una splendida puntata di Porta a Porta.
Il tema della serata erano i nonni ed il loro contributo al mantenimento dell’equilibrio sociale.
Tra gli ospiti erano presenti la ministra in ombra Giovanna Melandri e la Ministra “de no ‘antri” Giorgia Meloni.
Le stavo maledicendo entrambe mentre cercavo di infilare un servizio completo di piatti, bicchieri e posate nella lavastoviglie, quando ho sentito pronunciare alla Melandri una frase che mi ha lasciato di stucco.
“Lei non è mica il ventiduesimo ministro del Governo Berlusconi!”
L’esclamazione era rivolta a Bruno Vespa che difendeva il taglio dell’ICI.
Giuro che per un attimo, soltanto uno, ho sentito di amare la nostra bionda ministra in ombra.
Luca
Chi beve solo acqua ha qualcosa da nascondere
La mattina mi alzo, o meglio vengo buttato giù dal letto a suon di gomitate, arranco fuori dalla camera, mi vesto e vado in cucina a fare colazione.
Accendo la macchinetta del caffè, prendo il necessario per lo spuntino e mi lascio cadere sulla sedia.
A questo punto accendo la TV, lancio un’occhiata al televideo per vedere se per caso sia scoppiata la terza guerra mondiale e poi scelgo qualcosa da vedere mentre mangio.
Da un po’ di tempo il mio programma mattutino preferito è la replica di X-Factor.
Grazie soprattutto all’apporto di Morgan, la trasmissione è riuscita a non sfociare nel classico schema del reality.
Ieri X-Factor ha decretato il suo vincitore, gli Aram Quartet.
Il pezzo, scritto da Morgan, a me pare grandioso.
E loro sono bravi.
Trovate informazioni ed i video dei quattro finalisti su Soundsblog.
Io metto qui soltanto gli Aram Quartet.
Luca
Allarme afa
Stamattina, durante la mia rassegna stampa sul televideo, mi sono soffermato su una notizia che mi ha fatto trasalire.
“Allarme afa in 5 città italiane“.
Tra quelle città c’era, ovviamente, anche Firenze.
Ho finito colazione e mi sono avviato verso il lavoro con poco entusiasmo.
Quando sono uscito dal pullman e sono stato investito da una massa d’aria calda ho pensato che, in fondo, fra tre mesi arriveranno i primi temporali e l’estate finirà.
Voi amanti del caldo e dell’estate, ricordatevi che l’estate non dura che una stagione.
Arrivato a destinazione, ho appurato che l’orrido pratino sta morendo.
Stasera ci pascoleranno gli sciacalli.
Luca
Ecco perché l’ICI la pagherà anche chi la casa non ce l’ha
E’ da tempo che volevo scrivere qualcosa su questa storia del taglio dell’ICI.
Volevo spiegare perché questa è una misura che non aiuterà le famiglie.
Sabato ho letto su La Stampa un articolo di Chiara Saraceno che mi ha tolto le parole di bocca.
Se cercate un’analisi seria, leggetevi la Saraceno, altrimenti accontentatevi della mia.
L’ICI è una delle maggiori entrate dei Comuni ed il suo taglio provocherà o un aumento della tassazione od un taglio dei servizi o, più probabilmente, entrambe le cose.
Il taglio dell’ICI non agevola la fascia più debole della popolazione che, di solito, vive in affitto e che subirà comunque il suddetto aumento della tassazione ed il taglio di servizi che coinvolgerà chiunque, possessori o meno di immobili.
Per chiarire la situazione, vi faccio il mio caso,
Risiedo in un comune che ha pochi posti negli asili nido.
Mio figlio non è rientrato tra i bambini che hanno avuto diritto ad un posto negli asili nido comunali.
Io ogni anno pago di ICI l’equivalente della cifra che spendo per 15 giorni di asilo nido privato.
Ecco, capito l’inghippo?
L’ICI sarebbe secondo me una tassa giusta e democratica se i comuni fornissero al cittadino i servizi fondamentali.
Ci hanno tagliato l’ICI, ma continuano a non darci quello di cui avremmo bisogno.
Con la differenza che prima l’ICI la pagavano solo i possessori di immobili, mentre ora la pagheranno indirettamente anche quelli che vivono in affitto.
La colpa non è di Berlusconi, ma di chi l’ha votato.
Luca
Ecco perché sarebbe bene tenere la mente fredda
Tra amici e conoscenti vado spesso ripetendo che la storia che gli zingari rapiscano i bambini è in gran parte una leggenda metropolitana.
Nel senso che nella maggior parte dei casi si tratta di autosuggestione.
Te sei convinto che gli zingari rapiscano i bambini, quindi se vedi uno zingaro a meno di un metro da un bambino ti convinci che stia per rapirlo.
Il meccanismo mentale è questo.
Io, ma anche persone più autorevoli di me, si sono interrogate sul perché nessun giornale avesse indagato sul caso di Ponticelli (quello della zingara trovata in casa mentre stava per rapire una bambina di sei mesi).
Oggi ho scoperto che l’associazione umanitaria “Everyone Group” ha condotto una sua inchiesta, giungendo alla conclusione che Angelica, la ragazza rom, potrebbe essere innocente.
La mamma della bambina si sarebbe contraddetta più volte e molti dettagli del suo racconto non troverebbero riscontro.
Sembra che gli abitanti del quartiere stessero cercando un motivo per far allontanare i Rom.
Ci sarebbero almeno due testimoni che conoscerebbero la verità e che sarebbero pronti a parlare con il giudice.
Non voglio fare il grillo parlante, ma io l’avevo detto subito che questa storia del rapimento era una bufala.
Bastava ascoltare in modo non prevenuto il racconto della mamma.
Sembrava un concorrente del Grande Fratello quando parla dentro il confessionale.
I rom hanno già abbastanza debolezze per non dovergli affibbiare anche il ruolo di rapitori di bambini.
Luca
Loro non vogliono cambiare
Sedici anni fa Giovanni Falcone, la moglie e la scorta, venivano uccisi dalla mafia.
Chissà se tra quelli che oggi lo commemorano non ci sia anche qualcuno che allora tirò un sospiro di sollievo.
Riprendo l’invito di Walter e vi giro la domanda.
Voi, quel giorno di fine maggio del 1992, dove eravate?
Io mi ero appena incontrato con i miei amici per trascorrere un consueto sabato sera.
Luca
Per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti
Il processo per la morte di Aldro è in corso.
Sembra che si stia cercando di far emergere episodi inconsistenti per cercare di confondere le acque.
Anche la riservatezza della tua vita di bambino viene violata adesso.Quel breve periodo delle medie inferiori in cui non andavi tanto volentieri a scuola ora viene enfatizzato come fosse un difetto grave. Chi da ragazzino non ha attraversato simili momenti? E adesso, otto anni dopo, un signor preside che non si era mai visto durante la scuola, sembra ricordare che gli sia stato riferito un episodio che definisce come problema comportamentale. Dice che forse tentavi di sbattere la testa contro il muro. Ma non l’hai fatto. Noi genitori di quell’episodio non abbiamo mai avuto notizia, e avevamo, come te Federico, un rapporto aperto e fiducioso con i tuoi professori.
Pur di gettarti fango addosso dimenticano che poi a scuola sei andato sempre meglio.
Quel periodo difficile della prima adolescenza è finito 5 anni prima che ti togliessero la vita. E persino in quel periodo non eri mai stato aggressivo in alcun modo. Mai nella tua vita hai fatto alcun male a nessuno.
Ma loro continuano a cercare di violare tutto della tua vita, senza alcun rispetto.
Questo Federico accade perché purtroppo quella notte hai incontrato dei poliziotti ed hai perso la vita.
L’aria nel paese è cambiata.
Speriamo che tutti gli sforzi fatti per arrivare a questo processo non vengano vanificati.
Luca
Povere banche?
Finalmente il nuovo governo si è riunito, partorendo le prime proposte.
La mossa forse più importante è stata quella di abbassare l’importo delle rate dei mutui sulla prima casa.
Tremonti aveva promesso che sarebbero state le banche a dover fare sacrifici.
Non sarà così.
E’ infatti vero che saranno rinegoziati i mutui a tasso variabile, riportando gli interessi a quelli del 2006, ma come compensazione si allungherà la durata del mutuo.
Quindi, rate più basse, ma per più tempo.
Le banche non ci rimettono niente, o quasi.
Dice Mario Deaglio stamattina su La Stampa:
Quest’ultimo provvedimento sarà particolarmente gradito da un’opinione pubblica che è stata indotta a considerare le banche come “nemiche” che si arricchiscono sulle difficoltà altrui, ma i suoi effetti reali nel sostegno dei redditi non possono che essere esigui.
I provvedimenti economici usciti dal Consiglio dei ministri di Napoli paiono quindi tre gradite gocce d’acqua offerte a un assetato che, se fosse possibile, di acqua ne berrebbe a litri. I loro effetti complessivi sui bilanci familiari basteranno probabilmente a compensare i rincari dei carburanti e delle bollette energetiche legati all’attuale choc petrolifero. Devono essere letti soprattutto come una dichiarazione di intenzioni: il programma delineato dal ministro dell’Economia richiede tempi piuttosto lunghi per essere messo a punto in dettaglio e ancor più per produrre effetti veramente rilevanti (se davvero li produrrà, come è bene augurarsi per il Paese, al di là delle preferenze politiche di ciascuno).
Il buon Deaglio converrà che l’opinione pubblica non “è stata indotta a considerare le banche come nemiche”.
I nemici sappiamo riconoscerli benissimo da soli.
Senza induzioni.
Luca
Travaglio, D'Avanzo e la difesa del potere
Sulla vicenda Travaglio, la cosa che più mi ha colpito non sono le grida di scandalo emesse da politici (di destra e di sinistra), dai dirigenti della RAI e dai giornalisti “embedded”.
Non mi ha nemmeno sorpreso il melenso servilismo di Fabio Fazio che si è scusato talmente tante volte da cadere perfino nel ridicolo.
La cosa che mi ha veramente sorpreso è stato l’attacco frontale mosso da Repubblica contro Travaglio.
Non capisco ancora come mai un bravo giornalista come Giuseppe D’Avanzo si sia prestato a questo grossolano tentativo di delegittimazione.
D’Avanzo, autore insieme a Carlo Bonini di inchieste importanti come quella sul Nigergate e quella sul rapimento Abu Omar, è un giornalista troppo bravo e documentato per cadere nell’errore di accusare qualcuno senza aver verificato bene la fonte.
L’avvocato citato da D’Avanzo come fonte ha infatti smentito tutto.
La domanda che mi faccio è perché D’Avanzo si sia prestato a fare una figuraccia del genere.
Riformulo la domanda.
Chi ha chiesto a D’Avanzo di scrivere quell’articolo contro Travaglio?
Riporto quanto scritto da Nando Dalla Chiesa:
Perché D’Avanzo non ha verificato e ha subito scritto righe diffamatorie verso un suo collega? D’accordo, ormai si coglie in alcuni giornalisti un’ invidia da morire verso i successi editoriali e di pubblico di Marco. Ma quello di questi giorni ha tutta l’aria di un attacco politico. Esprime la voglia incontenibile (della politica? segnatamente di una parte politica? e di quale parte politica in questo caso?) di liberarsi di un testimone scomodo. Brutta aria, amici miei. Dagli assalti ai nomadi e dalla caccia al romeno fino alla libertà di opinione tira una brutta aria. Nessun dorma, come si dice. Perché il problema non è volere essere a tutti i costi “contro”. Il problema è scegliere di essere coerentemente “per”. Per i diritti umani, per la libertà di parola, per una democrazia trasparente.
Vigilate, gente, vigilate.
Luca

Recent Comments