Senza Parole
Si è insediato il nuovo parlamento.
Questo bacio, tra Totò Cuffaro e Marcello Dell’Utri, dice più di mille parole.
Luca
Si è insediato il nuovo parlamento.
Questo bacio, tra Totò Cuffaro e Marcello Dell’Utri, dice più di mille parole.
Luca
Ora che il camerata Alemanno ha conquistato il Campidoglio, l’opera di Waltere si è compiuta.
Il fallimento è completo.
Non che voglia dire che si debba pensare ad un avvicendamento alla guida del PD, ma credo che la strategia del nuovo partito vada un po’ ripensata.
La sconfitta di Roma è emblematica.
Ha tristemente ragione Jena, oggi su La Stampa.
A questo punto nessuno può negare che il Partito democratico sia stato la grande novità politica della sinistra italiana.
La candidatura di Rutelli è stata un suicidio.
Il tentativo di arruffianarsi la Chiesa ha dato come al solito i suoi frutti avvelenati.
Questo paese avrebbe bisogno di aiuto, ma gli italiani forse non vogliono essere aiutati nel modo che vorrei io.
Forse ci dobbiamo semplicemente rassegnare all’idea che l’Italia sia un paese di destra.
La fine del tunnel, se fine c’è, è molto lontana
Luca
Foto Repubblica.it
Alla fine di due piacevolissimi giorni al mare in compagnia di amici, arriviamo a casa.
Diciamo che sono più o meno le 1:30 (di notte).
Scarichiamo armi e bagagli e ci prepariamo per andare a dormire.
Siamo quasi sulla strada per il letto quando facciamo l’orrida scoperta: la casa è invasa dalle formiche.
Inizia una feroce lotta, combattuta a suon di silicone, insetticida e scopa.
Risultato: sono andato a letto dopo le 4 e mi sono svegliato alle 6:15.
Insomma, se oggi sono poco reattivo, mi perdonerete.
Luca
Ho aggiornato il blog all’ultima release di WordPress.
Ho atteso che fosse resa disponibile la prima subversion della 2.5, per evitare i soliti problemi di gioventù e di sicurezza.
Per ora sembra funzionare tutto.
Il dubbio più grande riguarda il template, che è un po’ vecchiotto e non è ufficialmente testato con la versione 2.5 di WP.
Il nuovo pannello di controllo è carino ed è molto migliorata la gestione di immagini e file multimediali da aggiungere ai post.
A voi non dovrebbe cambiare niente.
Se riscontraste problemi, vi sarei grato se me li segnalaste.
Luca

Titolo: La storia e la memoria | Fotografia realizzata da .arzan
Stavo leggendo il post pubblicato oggi da Beppe Grillo.
Sembra che domani sentiremo ancora tanti vaffanculo.
Non che io sia contrario, anzi.
L’espressione ha un potere taumaturgico e liberatorio.
Devo dire, però di essere in disaccordo con Grillo.
Ormai lo sono sempre più spesso.
Dispiace dirlo, ma Beppe ormai ha perso la bussola.
Continua a scagliarsi contro tutti, senza portare mai un contributo intelligente o una via d’uscita praticabile.
Aveva chiesto di non andare a votare, non si sa con quale obiettivo, se non quello di far scegliere agli altri.
Ora chiede di piallare la stampa italiana, tagliando i finanziamenti pubblici.
Beppe, come al solito, fa di tutta l’erba un fascio.
Io credo che il sistema dei finanziamenti debba essere razionalizzato, ma non so se sia giusto eliminarlo del tutto.
Siamo sicuri che l’Italia migliorerebbe se ci fossero meno giornali?
E l’alternativa qual’è?
Internet?
Beppe Grillo, usa la rete, ma la conosce poco.
Se la conoscesse, saprebbe che sono pochi gli italiani che si informano su Internet.
Molti meno di quelli che leggono i giornali (ho scritto “leggono”, non “comprano”).
Allora, forse il V-Day di domani sarà l’ennesima occasione per fare chiasso, senza riuscire a migliorare lo stato di questa italietta.
Domani, forse, sarebbe meglio festeggiare la liberazione dal nazi-fascismo.
Una delle poche cose che ci è riuscita bene.
Ecco.
Luca
Il luogo comune più utilizzato in Italia è sicuramente quello che recita:
“I politici sono tutti ladri”.
Esiste anche la variante: “Destra, sinistra; tanto sono tutti uguali”.
Io vorrei negare questo luogo comune.
I politici NON sono tutti uguali.
Ce ne sono alcuni che sono peggio degli altri.
E’ il caso del nano di arcore, che in pochi giorni ha già iniziato a ricordarci cosa significa averlo come presidente del consiglio.
Appena vinte le elezioni ha invitato, non si sa a quale titolo, il presidente russo Putin nella sua villa in Sardegna.
Dopo averlo allietato con i nani, le puttane ed i saltimbanchi del Bagaglino, lo ha difeso da una domanda indiscreta di una giornalista, alla quale ha mimato il gesto del mitra.
Povero Silvio, non sapeva che in Russia i giornalisti che fanno domande impertinenti vengono uccisi davvero.
Subito dopo si è inventato la storia della cordata russa pronta a salvare Alitalia.
La conseguenza è stata che Air France ha capito che non si può trattare con i buffoni e si è ritirata dalla trattativa.
Il risultato è stato l’ennesimo crollo in borsa di Alitalia con sospensione del titolo.
E ora il fallimento è praticamente garantito.
Prodi, ma nemmeno Veltroni, non si sarebbero mai sognati di fare due pagliacciate del genere.
Non le hanno mai fatte.
Torniamo ad essere governati da un buffone irresponsabile.
Luca
Erano mesi che pensavo di farlo.
Da quando vidi la sua intervista nella trasmissione di Piroso su La7.
Ieri l’ho fatto.
Sono entrato in libreria ed ho comprato “Spingendo la notte più in là“, il libro di Mario Calabresi, figlio del commissario assassinato nel 1972.
Non voglio annoiarvi con la storia sul delitto Calabresi, sulla morte di Pinelli, su Sofri, Lotta Continua e gli anni di piombo.
Gli scaffali delle librerie sono piene di libri che trattano l’argomento.
Penso che il libro di Mario, per altro ben scritto, sia un libro importante.
Perché getta lo sguardo sulla vita di chi (i parenti delle vittime), durante gli anni di piombo, non stava nè da una parte, nè dall’altra della barricata, ma nonostante questo ha pagato un prezzo altissimo.
Mario Calabresi racconta la sua vita che è quella di un bambino a cui hanno ucciso il padre quando aveva due anni e che ha vissuto tutta la adolescenza in biblioteca a leggersi le cronache dei giornali dei primi anni settanta.
Oggi Mario è corrispondente per Repubblica da New York, scrive quindi nello stesso giornale di Adriano Sofri, ed ha sposato Caterina Ginzburg, figlia di Natalia, una delle firmatarie dell’infame appello (oggi da molti rinnegato) che giocò un ruolo non secondario nell’uccisione del commissario Calabresi.
A dimostrazione di quello che è il teorema espresso da Mario Calabresi nel suo libro: “Bisogna scomettere tutto sull’amore per la vita”.
Comunque la si pensi, secondo me un fatto è innegabile: abbiamo riabilitato i terroristi in modo frettoloso e dimenticandoci che per i caduti del terrorismo una riabilitazione non è più possibile.
Quale che fosse la responsabilità del commissario Calabresi nella morte di Pinelli (e il processo ha stabilito che non ce ne fosse), chi armò le pistole che spararono al commissario ha avuto troppa visibilità e considerazione rispetto a chi vide uscire di casa il padre e non lo vide più ritornare.
Luca
Il video dell’intervento di Mario Calabresi a Ballarò
Stamattina ho comprato il giornale.
Succede raramente, ma a volte succede.
Tra tutte le notizie, ce n’è una che forse merita di essere citata.
Nel nuovo parlamento, per la precisione in Senato, siederà Salvatore Cintola.
Chi è?
Ha un curriculum normale, ma amicizie importanti.
La Procura di Palermo indaga su di lui da 15 anni.
Giovanni Brusca, lo ha definito un suo amico personale.
Per chi non lo ricordi, Brusca è il mafioso che ha premuto il pulsante del telecomando che fece saltare in aria Falcone, sua moglie e la scorta.
Giovanni Brusca, detto “lo scannacristiani”, è anche quello che rapì Giuseppe di Matteo (11 anni), tenendolo segregato per 779 giorni per poi strangolarlo e scioglierlo nell’acido.
Casini non poteva non candidare Cintola.
Gli amici di Brusca sono amici nostri.
Loro.
Luca
Dopo il trionfo della lega tutti gli opinionisti più moderati si sforzano di spiegarci come il partito di Bossi non sia xenofobo.
E’ una bugia.
Non sono xenofobe le parole ufficiali dei dirigenti della Lega, ma lo sono una buona parte degli amministratori leghisti e della base elettorale.
“La gente non è razzista, ma chiede soltanto più sicurezza”, dicono in molti.
E’ vero.
Che differenza c’è allora tra xenofobia e voglia di tranquillità, tra razzismo e diritto alla legalità?
La differenza è mentale, risiede dentro di noi.
Noi siamo impauriti dalle rapine in villa, dagli strupri e dalle auto pirata a tal punto da trasformare la nostra paura in odio.
E l’odio spesso è irrazionale e cieco.
A tal punto da estendere l’odio provato per chi ci ha rapinato a tutti i suoi concittadini.
Un romeno strupra una ragazza? Io odio tutti i romeni.
I reati devono essere puniti, sia quelli commessi da italiani che quelli commessi da stranieri.
E’ un problema di ordine pubblico e di giustizia.
In realtà non ci basta che gli stranieri siano puniti.
Se ne devono proprio andare.
E qui nasce la xenofobia.
A darci fastidio spesso sono proprio le differenze che ci separano da alcuni gruppi di immigrati.
Ci infastidiscono la parlata degli slavi, i modi un po’ cafoni degli albanesi, la ruvidezza dei romeni.
L’altro giorno, camminavo per strada, e di fianco a me c’era un ragazzo albanese, tamarrissimo, che parlava a voce altissima al cellulare.
Incrociammo una signora che si girò a guardarlo e disse con disprezzo: “Che schifo”
Ecco, quella signora avrà anche bisogno di sicurezza, ma è razzista.
Quel ragazzo era fastidioso, vestito in modo ridicolo e un po’ cafone, ma non faceva schifo.
I mezzi di comunicazione purtroppo alimentano l’ansia delle persone, evidenziando soltanto alcuni reati commessi da alcuni gruppi etnici.
Il rumeno che alcuni mesi fa investì un gruppo di ragazzi, uccidendone alcuni, destò grandissimo sdegno
Quasi nessuno ha parlato del romano che, alcune settimane fa, investì con il suo SUV una donna romena ed i suoi bambini, uccidendoli tutti.
Ognuno di noi ha il diritto di vivere in un mondo tranquillo, ma abbiamo il dovere di fare delle distinzioni tra le persone.
La politica dovrebbe aiutare i cittadini a volare più in alto e a razionalizzare le nostre paure.
La Lega, seguendo la sua identità populista, fa l’opposto: segue ed amplifica le paure del popolo.
Non trovando nessun rimedio, questo è ovvio.
Luca
La batosta è stata immensa.
Il PDL ha dato 9 punti di distacco al PD.
Ecco le mie schematiche e vacue considerazioni:
Ecco.
Un grande, immenso, vaffanculo a tutti.
Anche a Beppe Grillo.
Luca
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