Melodrammi sul pullman del ritorno

Ieri sera salgo nel pullman, mi siedo e aspetto di partire verso casa.
Dietro a me si mette a sedere una ragazza.
Non la vedo, sento però la sua conversazione al telefonino.
Sta parlando con il suo ex.
Gli chiede spiegazioni sui motivi che l’hanno spinto a lasciarla.
Lei fa un po’ la brillante, finge di aver elaborato il lutto.
Azzarda anche una battuta, invitando lui a salutare la sua nuova ragazza (che lui nega di avere).
Si aggiornano sui rispettivi lavori e sullo stato di salute delle famiglie.

La conversazione termina.
Dopo pochi secondi iniziano i singhiozzi.
La ragazza brillante piange in modo incontenibile.
Si soffia il naso.

Lì davanti, io avrei voluto piantarle una battuta.
Dirle che fra un po’ starà bene.

In realtà sono rimasto in silenzio, in attesa che il pianto finisse.

Prima di scendere ho buttato l’occhio nel seggiolino dietro al mio.

Occhioni azzurri.
Era pure carina.

Si, proprio sfigato il suo ex.

Luca

7 thoughts on “Melodrammi sul pullman del ritorno”

  1. Eh eh… succede sempre così… quando piangono sono carine carine e poi chissà come sono quando non sono in crisi… Ricordiamoci, anche se la società attuale non insegna così, che L’ABITO NON FA IL MONACO….

  2. in una situazione non troppo diversa, mentre facevo il pendolare con roma (ove risiedeva la mia futura consorte), ho detto due battute cretine per consolare la tizia, e le ho lasciato il numero di telefono di un caro amico belloccio… prova a fare anche tu così: i tuoi amici ti ringrazieranno!

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