music maker

Titolo: music maker | Fotografia realizzata da monamegs
Buon fine settimana a tutti.
Fate quello che vi piace fare.
Perché no, anche suonare la chitarra.
Luca

Titolo: music maker | Fotografia realizzata da monamegs
Buon fine settimana a tutti.
Fate quello che vi piace fare.
Perché no, anche suonare la chitarra.
Luca
La mia pigrizia musicale mi porta spesso a non allontanarmi dal mio sclerotizzato mondo di cui fanno parte quasi esclusivamente vecchi e nuovi protagonisti del prog rock.
A volte, però mi avventuro per strade a me sconosciute.
E’ con diffidenza che mi sono avvicinato ai Baustelle, gruppo nato non a Milano, ma a Montepulciano, vicino casa mia.
E’ già questo è un buon punto di partenza.
Devo ammettere che sono rimasto fortemente sorpreso.
I Baustelle propongono un pop-rock lineare e sofisticato al tempo stesso, condito da testi “acidi” come usciti direttamente dai tardi anni settanta.
Insomma, vi consiglio l’ascolto. Credo ne valga la pena.
Soprattutto in giorni in cui si riaffacciano alla ribalta personaggi come Al Bano, Minghi e Toto Cutugno.
“Amen”, il nuovo disco, è bello almeno quanto il precedente “La Malavita”.
Ora mi devo ascoltare i primi due, quelli da indipendenti, quando non erano ancora sotto contratto con Warner.
Dicono siano meno curati, ma comunque belli.
Se volete ascoltarvi i Baustelle, trovate qualcosa (soprattutto video) su Last.fm
Luca
Visto che il “buon” Diego ha apprezzato, riporto qui il mio twit di ieri pomeriggio.
Quando i pirati della strada sono italiani e a morire sono i romeni si dà la colpa alla strada.
Luca
Ho 33 anni, sono vecchio.
Gli adolescenti mi vedono come uno ormai decrepito.
Ma questa gente è pazza.
(Intendo gli ospiti di una memorabile puntata di Porta a Porta).
Dimostrano non soltanto di non avere la minima idea di cosa sia la rete, ma anche di non avere nessuna possibilità di capire il mondo dei ragazzi.
Tra tutti i sapientoni presenti nello studio di Vespa, val la pena segnalare la benemerita Prof. Alessandra Graziottin, ginecologa e sessuologa, distintasi per alcune pregevoli affermazioni:
Oggi molti giovani, e anche meno giovani, esistono in quanto sono visibili su Internet.
Quello che attrae su internet [...] è la possibilità di un’attrazione sessuale [...] e d’altra parte questo vediamo crea la proliferazione di tutti questi siti di prostituzione “virtuale”, che inizia virtuale e poi può andare oltre, che possono essere autogestiti nel blog personale.
Ecco.
Da oggi chiamatemi: “lucacicca, il troione”.
Roba da pazzi…
Marco Montemagno risponde ai demonizzatori di internet con un massima: “Se non sai che cosa fare, non fare nulla”.
Ovvero, se non conosci Internet, evita di parlarne.
Luca
Via | Wittgenstein
Chi segue questo blog sa quanto io diffidi della crociata di Ferrara contro l’aborto.
Devo però dire che nel confronto di Venerdì scorso con Daria Bignardi, a me pare che ne sia uscito assolutamente vincitore.
La Bignardi è brava, è brillante ed intelligente, ma tende ad essere un po’ banale e piaciona.
Il confronto con Ferrara l’ha perso, soprattutto quando lui l’ha accusata di vedere il mondo come lo vede una milanese con i tacchi alti.
Lei ha confermato in pieno questo giudizio quando ha detto che le giovani donne immigrate abortiscono perché vogliono far carriera ed sviluppare le loro potenzialità di donne.
Non lo so, ma temo che non sia così.
Quello tra Ferrara e la Bignardi è un confronto che abbiamo visto ripetersi mille volte ed è un confronto che non ha soluzione per un motivo semplice: le due persone che si confrontano partono da un presupposto diverso.
Ferrara parte dal presupposto che un embrione sia un essere vivente (anche se dal punto di vista scientifico non lo è) ed in quanto essere umano deve veder riconosciuti i suoi diritti, a partire da quello alla vita.
La Bignardi ritiene che un essere umano sia tale soltanto dopo la nascita.
Il grande confronto ideologico è tutto qui.
E’ una questione filosofica, non scientifica.
Ed è un confronto che non ha prospettive di soluzione.
Nessuna legge, che sia la 194 o la 40, riuscirà mai a dipanare questa frattura.
A me, a volte, viene il dubbio che forse varrebbe la pena starsene più zitti.
Luca
Se vi siete persi l’intervista di Ferrara, eccola qui:
Quello che vedete sopra è il trailer di “Rendition – Detenzione Illegale“.
Il film, sostenuto da Amnesty International, affronta il tema delle detenzioni illegali attuate dalla CIA per ottenere informazioni utili nella guerra al terrore.
I presunti terroristi vengono rapiti, imbarcati su aerei e depositati in paesi terzi dove poi vengono torturati.
Anche il nostro paese è stato complice di queste pratiche.
E’ celebre il caso di Abu Omar, lo è meno quello di Maher Arar.
Ne ho già parlato in passato.
Il film “Rendition” viene presentato oggi a Roma ed uscirà nelle sale il prossimo 29 Febbraio.
Togliendo gli inevitabili orpelli hollywoodiani, credo possa essere un film da vedere.
Nell’occasione della presentazione del film, Amnesty chiede all’Italia di fare mea culpa come ha fatto ieri il Regno Unito.
Scuse, trasparenza e maggiori informazioni sarebbero un atto dovuto anche da parte dell’Italia. Se almeno due casi di rendition chiamano in causa il Regno Unito, altrettanti chiamano in causa, in modo diverso, il nostro paese, quelli di Abu Omar e Maher Arar. Ben conosciuto il primo, grazie alle indagini nazionali e internazionali che ne hanno fatto uno dei casi più documentati di rendition, ancora invece non sufficientemente nota in Italia è la rendition di Maher Arar, ingegnere canadese di origini siriane. Il nostro paese lo ha visto dal finestrino di un jet della Cia, che si è fermato per uno scalo all’aeroporto militare di Ciampino in una notte di ottobre del 2002, prima di condurre il suo passeggero forzato verso la detenzione segreta e la tortura. Quanto altro tempo dovremo attendere perché l’Italia chiarisca il ruolo avuto nelle rendition?
Ah, dimenticavo.
Il governo Prodi, con Rifondazione, Comunisti Italiani e Verdi seduti in consiglio dei ministri, non ha fatto niente più del precedente per cercare di far luce su questi episodi.
Consideratelo un promemoria per il 13 Aprile.
Luca
Opinioni, conclusioni e altre informazioni contenute in questo post rappresentano punti di vista personali e non quelli di Amnesty International.
Io sarò pure un tipo un po’ irascibile e viscerale, ma forse non ho sempre torto marcio.
L’iniziativa, falsa e strumentalizzante, di Ferrara contro l’aborto è stata criticata pure dall’Avvenire, il quotidiano della CEI.
Possiamo quindi dire che i vescovi non appoggiano Ferrara.
Il motivo del distinguo è ovvia.
(L’iniziativa non convince perché) al di là di nobili intenti finisce per portare in modo sbagliato in mezzo alla competizione elettorale un tema morale. Come una lista di puri. Di paladini. Di specialisti. Con un grave rischio di estremizzazione, e di ghettizzazione di una parte del mondo cattolico su un tema così delicato. L’iniziativa coincide con la vocazione moraleggiante di Ferrara e con il suo modo di cortocircuitare tutto con l’azione politica, come se ciò che non fosse rappresentabile politicamente non esistesse.
Io aggiungerei pure che l’iniziativa di Ferrara non convince perché lui stesso non è convinto della sua iniziativa.
Al contrario dell’editorialista, io i nobili intenti proprio non li vedo.
Ma io sono un dietrologo e non sono credibile.
Quando un paio di giorni fa ho sentito Ferrara parlare a Matrix di dottrina morale della Chiesa mi è venuta una incontenibile voglia di vomitare.
Luca
Se volete, l’articolo completo (“Incontro con scintille dei due grandi intellettuali”) si trova nell’orrendo sito dell’Avvenire.
Andate nell’archivio e cercate la parola “Aborto” in data 21/02/08.
I politici nell’ultimo anno hanno speso più tempo a cercare di screditare Grillo che a compiere le loro naturali incombenze (a proposito, quali sono?).
Vi ricordate le proposte di Beppe per il V-Day?
Vi ricordate le grida di scandalo dei politici e dei giornalisti?
“Ma come? Questo è populismo!”
Alcuni mesi dopo almeno i primi 2 punti del V-Day sono stati ripresi, anche se in maniera edulcorata, da alcuni partiti.
Come dire che, forse, le proposte non erano poi tanto campate in aria.
Nel frattempo Grillo scavalca pure i Radiohead e mette in vendita il DVD del V-Day al prezzo che volete voi.
Potete pure richiederlo gratis.
Per un genovese questo è una cosa mica da poco!
Luca
La laicità non si vede, ma sta crescendo.
La laicità si trasmette anche attraverso rapporti sociali non protetti con persone già laiche.
Più laici si frequentano, più rischi si corrono.
La Cortellesi è uno spettacolo di donna!
Via | …la corrente…
La mia recente infatuazione per Dave Eggers, mi ha portato a leggere “Erano solo ragazzi in cammino”, il libro in cui lo scrittore americano narra la storia di Valentino Achak Deng, un “bambino sperduto” del Sudan.
Valentino subisce la tragedia della guerra civile, abbandona la famiglia, fugge attraverso il Sudan, l’Etiopia e raggiunge un campo profughi in Kenya.
La storia sua e di tanti altri bambini sudanesi è talmente tragica da sembrare irreale.
Ho dovuto spesso sospendere la lettura del libro, per la sua crudezza e tragicità.
Credo però che sia una lettura importante, anche perché Valentino alla fine è riuscito a venirne fuori e a creare, proprio con l’aiuto di Eggers, una fondazione che sostiene l’educazione dei bambini sudanesi grazie ai proventi della vendita del libro.
Il libro, che per stessa ammissione di Eggers, riproduce la storia di Valentino Deng in una forma rivista e romanzata, è scritto con uno stile sobrio, ma assolutamente appassionante ed originale.
Se leggerete “Erano solo ragazzi in cammino”, improvvisamente, come per magia, tutti i vostri problemi e le vostre arrabbiature quotidiane, vi sembreranno irrimediabilmente ridimensionate.
Luca
Photo Credit: Michael Robinson Chavez – The Washington Post Photo
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