La casta di Siena

A Natale, sotto l’albero, ho trovato anche il libro che sta scuotendo le coscienze dei senesi: “La Casta di Siena” scritto da Raffaele Ascheri.

La_Casta_Siena

Il sottotitolo fa capire chiaramente quali siano gli obiettivi dell’autore:
“Acampa, Buoncristiani, Ceccherini, Ceccuzzi, Cenni, Mancini, Mussari”
Tra tutti, gli obiettivi preferiti di Ascheri sembrano essere Ceccherini (Presidente della Provincia), Acampa e Buoncristiani, mentre Cenni, così come nella vita reale, sembra avere un basso profilo nella storia.

Visti i presupposti, pensavo di trovarmi di fronte a chissà quante clamorose rivelazioni sul potere senese, ma sono rimasto deluso.
Ascheri si limita a portare prove per dimostrare quello che non è uno scoop, ma un dato di fatto acclarato e conosciuto da tutti.
Siena è governata da un monoblocco costituito dalla Banca, dalla Fondazione e dalle amministrazioni (comunale e provinciale), queste ultime a loro volta controllate dal Partito Democratico (già DS).
Nel monoblocco è entrata da alcuni anni anche la Curia, da quando almeno ha un suo rappresentate nella Fondazione.

Ascheri rimane sempre in superficie e non approfondisce mai le questioni anche se cita ed analizza tutte quelle più importanti (mancanza di alternanza politica, abusi edilizi, cementificazione del territorio, incendio nella curia, ampiamento dell’aeroporto) e oltretutto si limita a citare articoli ed interviste apparse sulla stampa locale e nazionale, non portando nessun nuovo contributo documentale e nessuna testimonianza diretta.
Un libro che è sicuramente costato poca fatica all’autore.

La Casta di Siena ha però sicuramente un grande merito ed è quello di colmare un vuoto lasciato dalla stampa locale che è completamente asservita al potere e che assolve in modo vergognoso al suo dovere di informare i cittadini.
Nel libro si trovano riflessioni che qualsiasi senese è in grado di fare, ma che non troveremo mai in nessun quotidiano cittadino.
Mancando editori disposti a farlo, il libro è stato stampato in proprio, nonostante risulti che sia stato il più venduto nel mese di Dicembre nelle librerie senesi.

Il demerito più grosso del libro è invece quello di aver mancato di citare quello che è il vero arbitro e grande burattinaio delle cose senesi: la massoneria.
Dimenticanza o colpevole omissione?

Su Radio Radicale potete ascoltarvi un’intervista all’autore del libro.

Luca

46 thoughts on “La casta di Siena”

  1. Non credo realistico che chi parla del potere senese abbia semplicemente dimenticato la massoneria. Forse, semplicemente, fa un po’ più paura di altri poteri…
    Comunque, ci ha già pensato Grillo; sul suo blog è uscita da tempo la notizia che il presidente della provincia ed il capo della massoneria senese convivono nello stesso individuo; vuoi che il buon Raffaele non lo sappia?!

  2. secondo me uno dei difetti principale del libro, che non ho letto ma vorrei leggere (grazie luca 😉 …) è che, a differenza de “La Casta” di Stella, l’autore Ascheri non è esattamente super partes nella politica senese, o sbaglio?

    una curiosità: del Magnifico Rettore dell’Università non dice nulla? anche lui pare non essere estraneo alla massoneria, per quanto secondo me stia lavorando molto bene…

  3. OOOOOO finalmente un bel commento su sto libro.premetto che sono totalmente contro tutti i loschi figuranti presentati dall’ascheri.in realtà luca ha ragione quando dice che ste cose si sanno già,il fatto è che quando si va a votare,chissà perchè,tutti rivotano queste stesse persone.e non dirmi che non c’e’ altrernativa perchè se così fosse la gente a votare non andrebbe e invece a siena le percentuali sono sempre sopra la media nazionale.l’ascheri però,come dema fa giustamente notare,è parte in causa dela politica senese e usa un tono astioso nella sua esposizione,forse perchè fuori dai giochi di potere….( il piccini secondo lui avrebbe sbaragliato la concorrenza).resta, a mio parere, un libro da leggere.dopodichè leggete il corriere di siena in qualsiasi giornata e troverete collegamenti immediati tra tutti i protagonisti di questa allegra brigata.

  4. Cari intervenienti,
    avete bisogno di una precisazione: Raffaele è mio figlio e non è mai stato attivo in politica, a Siena e fuori! Io sono quello esposto, periodicamente dileggiato dal Bisi e dal suo giornale, trent’anni fa assessore come ind. di sinistra e poi dagli anni ’80 giornalista sempre più critico di questa cosiddetta sinistra. Un libro come quello di Raffaele non l’avrei mai scritto per un motivo semplice ma fondamentale: non avrei avuto la pazienza di leggere così sistematicamente il Corsiena! Lui me l’ha fatto vedere in bozze \definitive prima della stampa…
    A proposito, il Bisi è ora il capo della massoneria toscana essendo divenuto presidente del collegio dei maestri venerabili della regione…ma non criminalizziamo tutta la massoneria; impariamo a distinguere.
    Non sapevo invece che Ceccherini fosse un capo-loggia: quale è la fonte? Non mi pare che Raffaele ne parli…
    Per seguirci nell’attività politica conoscete i siti delle liste civiche?
    Vostro
    m.a.

  5. @mario ascheri: non capisco cosa ci sia da distinguere nella massoneria.
    C’è una buona massoneria ed una cattiva massoneria?
    Su Ceccherini, non conosco i suoi eventuali legami con le logge e non posso dir niente in proposito.
    Suo figlio ha avuto coraggio a scrivere un libro come questo, ma avrebbe potuto scavare un po’ più in profondità, invece di limitarsi a segnalare le inadempienze e le incompetenze della classe dirigente senese.

  6. Ci sarebbe da chiedersi chi e come gestisce i soldi per la cultura Siena.Sopratutto durante l’inverno,non ci sono mai eventi di rilievo e anche agli artisti locali non vengono date possibilita’ concrete di supporto.A Siena non c’è un luogo pubblico o privato,per fare musica dal vivo,invito la massoneria a farlo…si potrebbe chiamare “il muratore live”,o “old Gelli’s country”…chissa’.

  7. A Siena c’è da molti decenni, per non dire da secoli, un Monte di soldi che fa gola a moltissimi, se non a tutti. Un richiamo fondamentale per capire la realtà economico-finanziaria senese è la Massoneria. Che ha lunga tradizione storica a Siena e che è tuttora in grado di condizionare le scelte che contano all’interno del PD senese, della Banca, della Fondazione e della Curia. Tutti membri del partito del non-voto.
    Se ai tempi della loggia P2 dell’aretino Licio Gelli i primi finanziamenti importanti ad un costruttore del Nord di nome Silvio furono proprio quelli del Monte, oggi, chissà, se la ambigua forza contrattuale (col Pd) di un piccolo partito centrista a trazione sicula tra le colline del Chianti non significhi anche l’ingresso di capitali di dubbia provenienza…

  8. la serietà di un’inchiesta giornalistica dipende anche molto dall’indipendenza e dalla capacità di guardare i fatti, o no?
    ci saranna pure alcune verità,nel libro di Ascheri, ma quante sono mezze verità, tagliate proprio dove faceva più comodo… Tutti sanno come l’eroe in questione, questo coraggioso Robin Hood, sia figlio di un noto professore universitario, che, a afine carriera si è buttato in politica. In una lista che sembra il cimitero degli elefanti: Un ex sindaco (piccini) che per capacità e titoli economici ha un mega stipendio a Parigi nel Monte dei Paschi, un ex prefetto che (si dice) abbia primo chiesto la candidatura a Forza Italia e poi abbia ripiegato sulle a liste Civiche… Se ci fate caso tutto, nel libro sembra nascere dopo la caduta di Piccini: non sarà che tutto è iniziato invece durante il suo lungo regno? Altro che casta: questi sono quasi in pensione e continuano a pretendere poltrone: se non sono accontentati, via alle liste civiche! Forse mi sbaglio, ma una certa acredine di Piccini contro il Vescovo e l’economo non sarà dovuta al fatto che il cambio di Vescovo è coinciso con il suo allontanamento da Siena? c’è poi un altro problemino: l’attuale compagna di Ceccherini (presidente della Provincia) aveva precedentemente una relazione con il giovane Ascheri: un pò geloso? allora sappiatelo: La Casta di Siena non è un coraggioso libro denuncia: è un libro di parte politica, di acredine, con qualche verità e altrettante calunnie

  9. non so se lo sapete, ma ieri (27 maggio), nell’udienza per l’accusa di truffa don Giuseppe è stato chiaramente scagionato dai testimoni. Mi pare che a questo punto il vero scandalo siano l’ingiustificata gogna giudiziaria e le maligne speculazioni mediatiche

  10. Volevo rendere noto (potrebbe essere anche un caso)che l’avvocato di Ascheri è guarda caso il dott.De Mossi che aveva anche in cura i massoni senesi dopo le denunce dei Rugani. Quindi le spalle rimangono comunque coperte, e mi vedo vicono al giudizio espresso da giovanni said quando parla di un libro di parte che mi fa pensare a qualche disaccordo interno?

  11. Sono anonimo perchè non avevo vogia di rispondere personalmente. Il libro è molto buono, forse l’autore doveva indagare meglio sui legami tra potere, DS e massoneria a Siena (facile, sono le stesse persone), ma a mio avviso il peccato più grave è non avere inserito tra i tanti citati (da Cenni a Boncristiani) anche la stessa famiglia Ascheri (leggere alla vocearonie universitarie).
    Se posso dare un consiglio a tutti, evitate questi commenti sulla massoneria: essa è un qualcos di molto migliore di ciò che credete, un qualcosa fatto di comunanza, fratellanza, condivisione, valori, spiritualità e rituali a cui partecipano milioni e milioni di persone in tutto il mondo. Il problema è che in’Italia la massoneria è sempre stata perseguitata (anche solo accusandola di essere un “potere occulto”) prima dal fascismo, poi dalla DC (la Chiesa l’ha sempre malvista) e dalla sinistra. Per questo solo in pochi veri massoni sono resistiti; e il resto della massoneria italiana è stato preso in mano da chi gestiva il potere (e successivamente anche viceversa). Ovviamente la questione è più complessa, ma questo grosso modo è quanto.

  12. La loggia di Palazzo Giustiniani era frequentata, oltre che dai vari Michele Sindona ed Enrico Cuccia, almeno anche da Franz König, arcivescovo di Vienna. Almeno in Italia la massoneria si è configurata, nel periodo Gelli, come un gruppo di potere trasversale che conseguiva propri fini. Posso anche accogliere l’obiezione che la P2 non sia da considerare vera massoneria ma ci è comunque nata e cresciuta dentro e non mi sembra che il tempo abbia in qualche modo giovato alla “vera” massoneria italiana che, a suo tempo incapace di risolvere il problema interno Gelli, continua oggidì a fare, anche se più in piccolo, le stesse cose (mi riferisco allo squallore del caso senese)

  13. Carissimi, leggo con molto entusiasmo le vostre chiacchere da “BARRE” come si dice a Siena.

    Da tanto tempo non abito più a Siena, ma da tanto tempo sono Massone, dichiarato, cosa che però non mi viene spontaneo da fare in questa sede, perchè mi sembrate tutti di molto atti e volenterosi di linciaggi.

    Quando non si sa a chi dare la colpa, come è stato sempre fatto basta dare la colpa agli ebrei e ai massoni e il giuoco è fatto!

    Ad ogni modo, continuate pure con le vostre pure seghe mentali, che navigano in mari di ignoranz sterminati.

    A quanto pare Lucacicca parla e “sprofessoreggia” tanto di massoneria, quando non sa nemmeno dell’esistenza di Orienti diversi e che nella massoneria non esistono “capi”, che forse esistono nella sua contrada, partito o clan familiare.

    Continuate pure a fare di tutta l’erba un fascio e state sicuri che la vostra bramosia di scoprire chi sta dietro ai fili dei burattini, ammesso che qualcuno ci sia, non sarà mai appagata.

    Mi fa veramente pena vederecome nel 2008 si ragioni ancora per luoghi comuni e si continuino a rivangare storie vecchie come il “cucco” che eventualmente fanon sempre scena ma i cui protagonisti, pace a loro, sono per lo più morti o molto anziani.

    Ho letto il libro, che ho trovato piacevole e molto ben scritto, sicuramente uno spaccato di cronaca e di politica, e lo consiglio vivamente a tutti!

    Detto questo, se volete conoscere gli “arcani misteri” dei massoni, andate pure su http://www.grandeoriente.it che il Grande Oriente d’Italia non ha proprio un bel niente da nascondere, purtroppo per voi!

    GOI

  14. @GOI: certo che sentir parlare un massone di pluralismo mi sembra persino provocatorio. Il pluralismo mica è un dogma.E comunque non tutte le cose vanno bene. E la massoneria è una di quelle.

  15. Provocazione?
    Bella questa! Lei dovrebbe informarsi un pò meglio su chi ha fondato Lo Stato, La Repubblica e La Democrazia in Italia, facendosi ammazzare in sequenza dallo Stato Pontifico alleato con i Borboni prima, e i fascisti poi.
    Detto questo, dato che lei pensa che la Massoneria sia una cosa che non va bene, cosa vuol fare fucilare tutti i massoni? Noi non dobbiamo avere una voce? Cosa c’è di tanto schifoso e oscuro che le mette paura?
    Se ha tanto da rivendicare contro la Massoneria, vada dai Carabinieri e sporga denuncia. Oppure faccia come tante persone che ho conosciuto, le quali sono volute entrare in Massoneria e una volta scoperto chi erano i Fratelli, o meglio chi NON erano, se ne sono andati per la delusione.
    Quanta ignoranza.

    La ringrazio, però, onestamente (sul serio), per tenere aperto il suo blog che tratta tematiche per lo più intoccabili altrove.

    Non lo chiuda, ma sulla Massoneria si informi meglio, perchè a lato di pochi “poco di buono” ci sono tante persone che vivono la loro appartenenza mossi da spirito filantropico e voglia di crescere come esseri umani.

    Grazie

  16. GOI :
    La ringrazio, però, onestamente (sul serio), per tenere aperto il suo blog che tratta tematiche per lo più intoccabili altrove.
    Non lo chiuda, ma sulla Massoneria si informi meglio

    Non che aspettassi il suo permesso per tenete aperto il blog.

  17. Purtropp ancora oggi, sulla Massoneria c’è molta disinformazione. Forse perché quando la gente comune sente Massoneria pensa subito a Propaganda 2 (P2), e anche questo per colpa dei media che nel periodo in cui scoppiò il caso Gelli, vollero inculcare ai profani che la P2 era tutta la Massoneria e che la Massoneria era tutta come la P2. I profani dovebbero anche sapere che ci sono organi ufficiali dello Stato (facenti capo al Ministero degli Interni) che hanno i nomiativi di tutti coloro che fanno parte di qualche Loggia. Pertanto facciamola finita con il discorso che la Massoneria è un qualcosa da mettere al bando. Solo una maggiore informazione potrebbe far cambiare idea all’opinione pubblica.
    In Massoneria ci sono le persone per bene e quelle non, come in altri ambiti: Chiesa, Partiti Politici di dx o sx che siano.
    Quindi INFORMATEVI. Solo dopo si può provare a dare dei giudizi.

  18. Ciao Luca, ti ricordi sempre di me???
    Durante una ricerca sono per caso capitato sul tuo blog, allora mi sono messo a vedere cosa scrivevi e mi sono incuriosito a questo argomento.
    Premetto il fatto che le uniche associazioni a cui sono iscritto sono la Misericordia (ogni due settimane vado a fare qualche emergenza) e ad una società sportiva che riunisce una cinquantina di segoni che corrone cone le macchine “vecchie” e che ritengo le associazioni senesi per lo più dedite ai propri interessi.
    Bene, premesso tutto questo, circa 2 anni fa mi sono interessato alla Massoneria per curiosità dopo aver visto il film sulla morte di Roberto Calvi “Il Banchiere di Dio”.
    Mi sono comprato due bei librettoni che parlavano della Massoneria dalle origini ai giorni nostri; Sicuramente la storia ed i prinicpi che portarono a costituire o a fondare (come meglio piace) le logge Massoniche sono più che rispettabili.
    Ritengo anche che sia vero che in Italia la Massoneria sia stata troppo identificata nella P2, ma è anche vero anche che, sempre in Italia, dal dopo guerra in poi, tutte le associazioni più importanti, e più o meno segrete, siano diventati insieme ai partiti politici dei centri di potere utili per chi ne faceva parte e per i propri compari.
    Questo succedeva e succede anche a Siena, amplificato da quel modo di fare dei Senesi che dalle Contrade alle associazioni cercano di risolvere i propri problemi, di soddisfare le proprie necessità e i propri bisogni attraverso “l’amico di…”.
    Per fare un esempio pratico la stessa Misericordia gestisce in tutte le sue sezioni NAZIONALI quantità di denaro molto rilevanti…e da che mondo è mondo dove c’è denaro c’è potere.
    Personalmente per tenermi lontano da questi interessi ho limitato il mio operato alla sola attività di emergenza senza entrare nel merito di quanto sopra descritto.
    Posso sinceramente capire sia GOI che HIRAM HABIF, i quali magari partecipano alle attività della loggia con uno spirito differente da quello che noi riteniamo caratteristico delle logge.
    Però sinceramente ritengo anche che se la Massoneria, le varie associazioni (Rotary e Lion’s in primis) ed i partiti politici di Siena e non, si sentissero offesi dai giudizi dei molti, tutti loro avrebbero molte occasioni per farci cambiare idea e per dimostrare che il loro operato è lodevole, trasparente e degno di ogni rispetto.
    Non credo però che ci siano molti disposti a perdere la propria seggiolina o la propria fettina di potere nel nome di un’etica che sinceramente a Siena si ferma a Siena Nord per chi viene da Firenze e a Siena Sud per chi viene da Grosseto….e al Ruffolo per chi viene da Arezzo!!!
    Un salutone grande
    Bobbe

  19. @Bobbe
    Come potrei scordarmi di te?!
    Concordo con le cose che dici.
    Io sono, come sempre, più radicale, ma tendenzialmente siamo d’accordo.
    La massoneria a me nemmeno incuriosisce, mi sembra tutta un’architettura costruita per giustificare la voglia di potere e di soldi da ottenere senza fatica e alla faccia del merito.

  20. Sono d’accordo con te Luca, è un libro estremamente superficiale che può far colpo su un lettore sprovveduto o disattento, non è una vera inchiesta giornalistica (anche perché, correggetemi se sbaglio, ascheri non è un giornalista, e si vede nel libro). nel libro non si capiscono fino in fondo colpe e responsabilità, e riporta secondo me anche qualche calunnia (ma qui ascheri può essere stato benissimo in buona fede). qualcuno ha pure malignato che il libro sia nato come regolamento di conti personale (ceccherini, che sembra effettivamente l’obiettivo principale del libro, sta insieme alla ex fidanzata di ascheri). forse è esagerato parlarne in questi termini, forse è semplicemente sbagliato, ma è molto difficile considerare raffaele ascheri come super partes (anche per la figura del padre, che io stimo molto, ma che spesso esagera a mio modo di vedere in analisi catastrofiste e apocalittiche).

    terminate le critiche, il pregio maggiore è rappresentato dal fatto che il libro ha aperto un dibattito, ha rotto diversi tabù e sprona i senesi (e anche i non senesi) a prestare più attenzione alle dinamiche della cosa pubblica e a non dare più per scontato che “certe cose a Siena non succedono”. anche perché persino nel tranquillo territorio senese (siena è stata a lungo un’isola felice, è la pura verità) si sono iniziate a vedere le prime timide infiltrazioni mafiose. parlo della mafia vera, non quella immaginata da ascheri.

    sulla massoneria dico solo questo: che tocca prima di tutto alla massoneria convincerci del contrario, della sua assoluta correttezza negli obiettivi e nel perseguimento degli stessi. già per esempio iniziando ad abbattere il velo di segretezza potrebbe aiutarci a farci un’idea più compiuta.

  21. Buongiorno,
    leggo solo adesso questo dibattito, ma anche se è un po’ datato spero comunque di poter intervenire.
    Al gestore del blog vorrei dire che di un blog di denuncia serio c’è molto bisigno, e non solo a Siena. Tutto il mondo è paese, infatti, e laddove si abbassa la guardia si rischia di perdere consistenti quote di libertà.
    Ciò detto, devo aggiungere che il presupposto indispensabile della credibilità e dell’autorevolezza è l’affidabilità, che è figlia della documentazione. In sostanza, intendo dire che un’accusa, per evitare di tramutarsi in un boomerang, deve essere debitamente corredata di prove inoppugnabili.
    Nel caso specifico, ad esempio, direi che affermazioni come il fatto che a Siena DS e Massoneria coincidano, o che l’ormai ex Presidente della Provincia sia un massone sono accuse forti che necessitano di altrettanto forti pezze d’appoggio. Non perché l’essere massoni sia un delitto, beninteso, ma poiché sono fatti contestati ad interlocutori (peraltro assenti e quindi impossibilitati a replicare) sarebbe opportuno fornire i documenti di quanto si afferma. Diversamente si rischia di screditare tutto quanto si è detto e si dirà, perché evidentemente si dà credito e si vendono come verità assodate semplici maldicenze…
    Attendo con curiosità qualche replica in cui si possa supportare con i fatti le parole.
    Grazie e cordiali saluti.
    a.s.

  22. @Antonio
    Ho letto un libro, l’ho commentato ed ho fatto alcune riflessioni.
    Dire che a Siena la massoneria abbia un forte controllo sulla politica a me pare un’ovvietà, ma non ho nessuna prova documentale.

  23. Capisco… Se non le dispiace, sarei curioso di capire da cosa deduce che tale fatto è un’ovvietà pur non avendo alcuna prova documentale e partendo dalla lettura di un testo che, per sua stessa ammissione, non cita affatto la massoneria; inoltre sarei curioso di capire con quale accezione le utilizza il termine “massoneria”: come sinonimo di ciò che volgarmente viene definita una “cricca di maneggioni”, o come Ordine iniziatico? Nel secondo caso, oltre a faticare nel seguirla in una generalizzazione così drastica (a mio avvio sono sempre i singoli individui a prendersi il merito o il demerito delle proprie azioni, per cui è difficile dire che tutti i cattolici, o tutti i socialisti, o tutti i massoni, o tutti gli italiani, etc…), sarebbe comunque opportuno specificare a quale Obbedienza fa riferimento (come certamente saprà, infatti, esistono più massonerie molto diverse fra loro).
    Comunque la ringrazio per la sua eloquente risposta.
    Cordialmente.
    as

  24. @Antonio
    Le ripeto che non ho prove documentali di niente.
    Non sono esperto di massoneria.
    Credo lei possa spiegarci meglio le differenze.
    A Gloria del Grande Architetto dell’Universo.
    A me fate soltanto paura.
    Anche un po’ ridere, a dir la verità

  25. Tutto ciò che non si conosce spaventa… D’altra parte, anche il vedere filmati come quello che ha cortesemente postato, che non ho ancora visionato ma che guarderò non appena potrò, rischiano di risultare fuorvianti per chi non è addentro alla questione.
    Sarebbe come se io le dicessi che una setta molto diffusa nel mondo occidentale adora un legno ed una colomba, celebrando riti in cui banchetta con la carne ed il sangue di un cadavere. Se non si comprende il l’intimo significato che simboli come quello della croce o dello spirito santo, o lo stesso concetto di transustanziazione, rivestono per il cristiano si rischia di offrirne una rappresentazione ridicola o inquietante, a seconda della prospettive.
    Se la poliedrica articolazione dell’universo massonico interessa posso certamente offrire qualche delucidazione in materia. Non in quanto massone, tuttavia, ma in quanto massonologo, ovvero come semplice esperto dell’argomento. Lo preciso in quanto con quel “fate” mi sembrava mi avesse incluso nella categoria (nella quale peraltro non avrei alcun problema a stare, beninteso, se non fosse che per varie ragioni della mia vita non ci sono mai entrato).
    Cordialmente.
    as

  26. Gent.le Luca,
    se non le dispiace proseguirei nella nostra chiacchierata per cercare di capire meglio da cosa scaturiscano alcuni atteggiamenti tipici, che mi pare lei incarni al meglio seppure in forma atipica.
    Mi spiego meglio. Mi son dato la briga di approfondire un po’ chi fosse il mio casuale interlocutore ed ho così appreso che lei ama definirsi, con gusto un po’ rétro, un “catto-comunista”. Mi pare inoltre di percepire che lei sia, oltre che un esperto di ambiente, anche un convinto ecologista.
    Poiché il suo antimassonismo viscerale, ancorché approssimativo, è un carattere tipico di un certo cattolicesimo (quello più tradizionalista e conservatore) che è lo stesso, per intendersi, che ha condannato la Teologia della Liberazione, vorrei capire meglio che cosa intende esattamente lei per “cattolico” (che questo ha scritto, NON “cristiano”) e per “comunista” (a cui piace in linea di principio il progetto ulivista?!).
    Con sincera cordialità e disinteressata voglia di dialogo, la saluto in attesa delle sue risposte.
    as

  27. @Antonio
    Guardi, non sono pronto per affrontare un’intervista.
    Non dia troppo peso alle definizioni che do di me stesso.
    Sono cattolico, non sono comunista e non sono ecologista, qualunque cosa voglia dire questa parola.

    Non sono interessato a conoscere meglio la massoneria, grazie.
    Saluti.

  28. Più che un’intervista, che di solito si richiede a personaggi famosi, la mia intendeva essere una semplice chiacchierata con qualcuno che ha deciso di pubblicare i propri pensieri ed interessi in maniera sistematica attraverso un blog… Né m’interessa indottrinarla sulla Massoneria o su qualunque altra cosa. Si tratta semplicemente di una vecchia pratica chiamata educazione (nel senso etimologico di “educere = tirar fuori”). Lei m’invita (implicitamente lo fa mettendo le sua chiacchiere in Rete) ed io accetto l’invito e colgo lo spunto per ampliare il raggio della conversazione.
    Ma se il confronto le pesa e la comunicazione deve essere a senso unico (nel senso che lei pontifica senza prove e quando si cerca un confronto taglia corto), allora pazienza.
    Saluti.
    as

  29. Anche per me, nonostante tutto, è stato un piacere. Soprattutto perché mi ha dato conferma della validità di un antico adagio che lei, avendo frequentato un Liceo scientifico, dovrebbe conoscere o, comunque, comprendere: “Nomen Omen”. E poiché io alle parole un peso glielo do, a differenza di lei, specie se riguardano me, pensavo che le sue volessero significare qualcosa, mentre a quanto pare erano soltanto un vacuo bla bla, che non vale… una “cicca”.
    Mi stia bene.
    Con simpatia.
    as

  30. Percorrendo strade secondarie e tortuose mi sono imbattuto in questo blog, quindi nel post “La casta di Siena”. Ho dato una lettura veloce e superficiale perchè disinteressata. Non posso esimermi dal commentare il dibattere tra antonio e luca ciccarelli. Premetto di non conoscere la massoneria e di non essermi interessato all’argomento in alcuna occasione, quello che voglio commentare è unicamente il modus con il quale l’antonio ne parla. Il suo ostentare conoscenza mi inorridisce, il suo giustificare interrogando, il suo inalberare, il suo svelare circa la massoneria e tutto quello che ruota intorno, invece che illuminarmi ed incuriosirmi, mi allontana ancora di più da un ambiente che giudico inutile alla società, pieno di persone altrettanto inutili, fanatiche, dannose.
    LucaNo

  31. Parlavo a nome del genere umano…
    Ma che fa il moderatore: si svela o semplicemente fa il portavoce di un lettore che preferisce rispondere per interposta persona per carenza di argomentazioni?

    PS: immagino che intendesse dire “pluralis maiestatis”…

  32. P-PS: Non che intendessi farmi interprete dell’intera umanità, ma l’ho semplicemente utilizzato come un espediente retorico per riflettere un comune sentire diffuso fra ogni persona “di buoni costumi”, come si suol dire, che di fronte all’ennesimo flatus vocis avverte il bisogno di rispondere con fermezza al quesito esistenziale “Cosa vuoi di più dalla vita?”, “Di sicuro NON un LucaNo!”.
    Comunque se aveva voglia di riaprire il confronto bastava dirlo…

  33. No no, nessuna voglia di riaprire il confronto.
    Anzi chiudiamolo ‘sto confronto.

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