Il vecchio che avanza

Barbara Spinelli su La Stampa di ieri ha fatto un’analisi secondo me perfetta dell’attuale situazione politica.

Quel che viene offerto oggi agli italiani non è un nuovo che caccerà il vecchio, non è la fine dello spadroneggiare dei partiti sulla cosa pubblica, come chiesto da tanti cittadini. I partiti tornano a essere decisivi, e sono loro a far quadrato attorno alla presunzione d’impunità che sostituendo la presunzione d’innocenza diverrà il marchio del rinnovamento promesso. Di questa restaurazione Berlusconi è principe, e tutto quel che ha detto nell’ultimo decennio sul teatrino della politica si copre di polvere e frana. Il teatrino è imperante, e quel che vediamo non è quel che appare. Prodi non è riuscito a imporre il nuovo, ma nuovo resta pur sempre quel che ha proposto e tentato. L’aura di novità abbandona Berlusconi e quel che propone è in realtà il vecchio.

Veltroni e Berlusconi stanno cercando di far sembrare Prodi un uomo della vecchia politica, mentre quelli ad essere morti sono loro con i loro partiti.

In questo moto retrogrado a farne le spese è ancora una volta la questione morale che viene fatta sembrare come una pretesa inutile, vecchia, superata.

Diventa esemplare quindi il caso di Cuffaro, costretto a dimettersi, ma con la promessa certa di una sua candidatura e quindi di una sua sicura elezione nel prossimo parlamento.
Invece di un governatore colluso con mafiosi avremo un parlamentare colluso con mafiosi.
Con il beneplacito di tutti, destri e sinistri.

Ecco, tutto il grande cambiamento che ci stanno promettendo lo potremmo esemplificare con il caso di Cuffaro.

La conclusione dell’articolo della Spinelli è la triste annotazione dell’attuale stato delle cose:

La parola «popolo delle primarie» non significa niente; se non significa nulla non ha poteri. È un’illusoria figura. Immagino che la stragrande maggioranza degli elettori di Veltroni lo sappia: la loro forza, i loro diritti-doveri, il loro peso, sono infinitamente più insignificanti del peso e dei diritti che nei vecchi tempi avevano gli iscritti, figura scomparsa nel vocabolario del Pd. Chi ha forza sono i poteri che perdurano nonostante il voto, sono le Piazze sempre di nuovo invocate, sono gli uomini con capacità di dominio sui telegiornali, e sono, non per ultimi, i politici decisi a riconquistare l’impunità che per un breve lasso di tempo hanno visto minacciata.

Luca

4 thoughts on “Il vecchio che avanza”

  1. se penso che tra qualche mese si potrebbe ricominciare con i condoni fiscali e con le leggi ad personam mi sento male…

  2. se penso che questo governo è crollato anche perchè il buon gentiloni non era disposto a mercanteggiare la sua bozza di legge sulle televisioni, mi sento ancora peggio…

  3. se penso che prodi potrebbe rimanere in carica per l’ordinaria amministrazione vomito!
    come si canta in curva: tutti a casa alèèèèèèèè
    in realtà tutti dovrebbe valere anche per quelli che sono seduti a destra.e magari anche per i senatori a vita.che so vecchi e rintronati.e poi prendono freddo con gli spifferi del parlamento!

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