Concordia

Mentre torni a casa dentro un autobus con una temperatura interna vicina ai 35°, con il cervello che comincia a sciogliersi e a colarti dagli orecchi, diventa inevitabile cominciare a fare riflessioni profonde ed importanti.

Intanto leggi un articolo di un giornalista keniano che racconta di quando si trovò nella hall di un grande albergo di Nairobi insieme ai dirigenti dei due gruppi politici ed etnici che si stanno contrapponendo a colpi di machete e di Kalashnikov, osservandoli mentre sorseggiavano amabilmente cocktail e contemporaneamente incitavano i loro rispettivi sostenitori a far strage degli avversari.

Così scopri che sei stufo di discussioni e di polemiche, di contrapposizioni falsamente ideologiche e di contrasti apparenti.
Ti convinci che Ruini sia rincoglionito oppure incosciente quando propone ai cattolici di scendere in piazza per difendere il Papa.
E ti ricordi che l’unica cosa giusta e convincente che disse Prodi durante uno dei suoi duelli televisivi con il berlusca era che l’Italia era stufa di contrapposizioni ed aveva bisogno di concordia.

Ecco, si.
C o n c o r d i a.

Perché alla fine, qualunque sia la religione o l’idea che diciamo di seguire, la mattina andiamo a lavoro, magari telefoniamo alla moglie o alla fidanzata, chiaccheriamo, prendiamo un caffè, andiamo a mangiare, lavoriamo ancora, torniamo a casa, stiamo insieme alla nostra famiglia e guardiamo la puntata registrata di Lost.
E non andiamo nè ad occupare le facoltà, nè a piazza San Pietro a gridare: “W il papa”.

Se scrutiamo dentro di noi, forse scopriremo di non essere quelli che vogliamo far credere.
E ci accorgiamo di non essere tanto diversi perfino da quelli che oggi sembrano essere nostri avversari.
Si, siamo tutti fratelli.
Che lo vogliamo o meno.

Per uno strano caso del destino, la canzone di Venditti che ti suona nelle cuffie sembra dire proprio le parole giuste:

Ti ricordi quella strada
eravamo io e te
e la gente che correva
e gridava insieme a noi
Tutto quel che voglio – pensavo –
e’ solamente amore
ed unità per noi
che meritiamo un’altra vita
più giusta e libera se vuoi…

Appunto.

Luca

Questo post non è commentabile. Non fate polemiche e non invocate più democrazia.
Ci sono cose non discutibili.
Ed un pensiero, non è discutibile.
Sennò non avete capito nulla.