La mia proposta per la trattativa con i camionisti

Faccio una proposta choc.
Tutti sappiamo come andrà a finire la vicenda dei camionisti.
La categoria riuscirà a strappare al governo delle concessioni.
Questo significa che tutti noi pagheremo qualcosa per tappare i buchi di una categoria professionale che non riesce ad essere competitiva nel mercato.
Ok, ci sto.
Però facciamo che, a Gennaio 2009, quando i camionisti tireranno le somme del loro bilancio, se avranno degli utili li divideranno con tutti gli italiani.
Mi sembra equo.
Io pago i tuoi debiti.
Tu mi concedi una parte dei tuoi guadagni.

Lo stesso principio verrà esteso a tutte le categorie.
Non solo camionisti, ma anche taxisti, agricoltori, allevatori, ecc…

Resta chiaro che il principio vale soltanto per le associazioni di categoria.
Chi, come me, non appartiene a nessuna lobby, si arrangi pure.
Quando è capitato che lo stipendio mi arrivasse in ritardo di mesi, nessuno ha bloccato le autostrade in segno di solidarietà.

La ragione è sempre dei prepotenti e di chi grida più forte.
Non importa perché urli.
Tu urla.
Se non urli, hai torto.

Io, resto convinto che il silenzio sia d’oro.

Luca

6 thoughts on “La mia proposta per la trattativa con i camionisti”

  1. se scioperano certe categorie professionali che forniscono servizi “non tangibili” come genericamente i consulenti, chi se ne accorge? quand’anche cercassimo di bloccare il traffico riusciremmo forse a fermare una via. nemmeno un’autostrada…

    mi pongo solo una domanda cretina: nelle città dove i servizi pubblici funzionano, e il taxi è un’esigenza solo di chi non si vuole – de facto – sporcare le mani con la gente, le proteste dei taxi sono state solo un autogol. la gente nemmeno se ne è accorta (penso a milano ad esempio)…
    allo stesso modo, dei tir ci accorgiamo soprattutto perchè abbiamo dato agli autotrasportatori la possibilità di strozzarci: non esiste alcun mezzo alternativo di trasporto delle merci, in Italia. ovviamente, questo comporta un potere contrattuale nettamente superiore a quello sensato… per ridurre le pretese degli autotrasportatori – che giocoforza andranno in crescendo – sarà possibile solo ampliare i sistemi alternativi. ma anche questa, purtroppo è utopia

  2. caro Luca ti capisco, dopo trentadue anni di lavoro di cui sedici da invalido al 100% (in produzione) e mia moglie disoccupata, alla sua domanda, presso il centro per l’impiego,di darle un lavoro per permettere a me di riposare un pò è stato risposto : ” ma lei è fortunata, ha un marito che lavora”. Vivo attaccato ad una macchina ,tre mezze giornate la settimana dal 1990 e mi ritengo fortunato di avere avuto la possibilità di guadagnarmi il pane e peno per chi non è così fortunato da avere un lavoro fisso come ho avuto io.
    Qualche giorno fa un caminista mi ha detto:” ma sai, devi capire che io non riesco a vivere con meno di 2500€ al mese”
    Nessuno ha mai bloccato strade per i diritti dei più deboli.

    Vanni

  3. Innanzi tutto mi presento, mi chiamo Eleonora, (moglie del dema, Luca mi riconosci?) e sono dottoranda all’Università di Firenze in collaborazione l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri. Rispondo proprio a qeusto post perchè faccio parte assieme a tanti altri di una delle categrie che si ritroverà sul groppone le conseguenza dell’accordo con gli autotrasportatori: i 30 milioni di euro a loro destinati fanno parte di un paccheto di emendamenti che taglia di ben 92.5 milioni i fondi per ricerca e università.
    http://tinyurl.com/223rzp
    Direi che il tutto si commenta da solo.
    Anzi no, rigiro il coltello nella piaga: le borse per il dottorato sono ferme da ben 8 anni, e un dottorando percepisce circa 830€ al mese (almeno il 50% in meno rispetto all’europa), senza tredicesima, ferie, malattia e maternità e tante altre belle cose……
    Per chi vuole saperne di più:
    http://www.dottorato.it/

  4. @Eleonora: ciao e benvenuta.
    Quello che dici testimonia come nessun governo abbia veramente voluto investire nella nostra ricerca.
    Ho tanti amici ed ex-colleghi di studio che dopo anni di “precariato” hanno dovuto abbandonare l’Università perché non avevano nessuna prospettiva futura.
    In più, se i ricercatori scioperano nessuno se ne accorge, per cui non avete nemmeno la possibilità di far sentire le vostre proposte.
    Ne riparleremo alla prossima campagna elettorale, quando sentiremo dire ancora una volta che dobbiamo investire nella scuola e nella ricerca.

  5. signori se mi permettete vorrei mettere un po’ di chiarezza in determinate questioni che nn sembrate conoscere affatto.
    1_quando hai un marito che sta fuori di casa almeno 15gg continuativi ed hai figli piccoli difficilmente ci si può permettere di lavorare in due perchè qualcuno con i figli ci dovrà pur stare
    2_quando un camionista ti dice che guadagna 2500€ al mese a quei soldi devi togliere quelli che lascia per strada e in germania per fare pipi ci vogliono 0.50€ a pisciata, in francia una doccia costa 4€ le telefonate in roaming per sentire la famiglia il cibo etc quindi, a risparmiare, almeno 800€ si mollano per strada
    3_qualsiasi altra categoria di lavoratori che fa una vita così sacrificata e piena di responsabilità nn guadagna una miseria come i camionisti italiani
    Detto questo sottolineo che lo sciopero nè io nè mio marito lo abbiamo coondiviso perchè nn è stato fatto per migliorare la vita dei camionisti in alcun modo ma solo per favorire i piccolissimi padroncini prossimi alla pensione che con questo sciopero si sono ritrovati ad avere ancora una licenza da vendere a fine carriera mentre la normativa europea ne prevedeva la fine
    saluti

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