Alla Scala

Se fossi un parente di uno degli operai morti o feriti nell’incidente della fabbrica di Torino credo che prenderei il minuto di silenzio inscenato alla prima della Scala come una provocazione.

Non sono vittima di un rigurgito di lotta di classe, è solo che certe persone non sono credibili a prescindere da tutto.
Lo sono ancora meno durante un evento che è talmente schifosamente mondano e vuoto da apparire fuori dal tempo.

Le persone che hanno presenziato alla prima della Scala vivono in una realtà che non è la stessa che vivono gli operai di Torino.

Come al solito il premio di “Migliore occasione persa per stare zitto” l’ha vinto Rutelli, che avrebbe dichiarato:

Abbiamo raggiunto il traguardo della prima della Scala nell’interesse del Paese. Da domani ci occuperemo del miglioramento delle condizioni di coloro che operano in questa istituzione e in tutti i teatri d’Italia.

Appunto. Da domani.
Della condizione dei lavoratori delle acciaierie, invece da quando ce ne occuperemo?
Da domani l’altro?

Si, credo che se fossi un parente od un amico di uno dei morti o dei feriti della fabbrica di Torino, vorrei che il minuto di silenzio alla Scala se lo fossero messo nel culo.
Così, tanto per non essere troppo volgare.

Luca

8 thoughts on “Alla Scala”

  1. Concordo su tutta la linea! L’impressione è che certa gente abbia realmente perso il senso della realtà e non si renda più conto di ciò che accade al dilà della sua ristretta cerchia di privilegiati.
    Ieri Trebisonda, la trasmissione per bambini di rai 3, ha aperto proprio con un pensiero ai bambini delle vittime, ma forse è davvero roba da bambini…

  2. penso che certi caroselli si “rifacciano la verginità” con un minuto di silenzio. un minuto in cui si pensa a tutto fuorchè alle proprie responsabilità per quello che è accaduto, o che in modo simile potrebbe accadere.

    ora ci sarà lo scaricabarile, ma senza fare inutilmente il marxista (lascio il merito a chi lo è sul serio) la colpa è di tutti: vogliamo profitti per le aziende di cui siamo azionisti (coscienti o incoscienti) e vogliamo pagare poco i prodotti finiti…. certamente colpevoli sono le aziende, i cui titolari sono sempre e comunque altrove per cui non pagheranno un soldo… ma un po’ forse anche noi

  3. io invece non sono tanto d’accordo.il minuto di silenzio è solo un piccolissimo segno di rispetto da fare ovunque,anche in un mondo naif e certamente elitario come quello della Scala.oppure il minuto di silenzio degli stadi di fronte a vittime degli stessi ultras che poi fanno il minuto di silenzio suona più vero e sincero?

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