Neofascismi

Finalmente anche l’Italia torna ad avere un partito neofascista.
Ne sentivamo la mancanza.

A guidarlo non poteva che essere Storace.

Oggi su La7 ho intravisto un pezzo di Tetris, la trasmissione di Luca Telese, in cui Storace e Gasparri cercavano di ricordare chi dei due, nel corso della loro militanza politica, avesse fatto più saluti romani.
La cosa più bella l’ha detta Telese.
Le sue parole, se non ricordo male, sono state più o meno queste:
“Perché questa vergogna sul saluto romano!”

Infatti, perché?
Me lo chiedo anch’io.

La risposta migliore l’avrebbe potuta fornire Vittorio Meoni, un partigiano che per lavoro ha conosciuto mia moglie qualche giorno fa.
Fu l’unico sopravvissuto all’eccidio fascista di Monte Maggio.

Auguro a Storace tutta la sfortuna politica che si merita.

Luca

31 thoughts on “Neofascismi”

  1. Non mi metto a sindacare sulle ipotetiche fortune di storace. problemi suoi e dei poveracci che vorranno votarlo…

    mi domando perchè lo voglia definire “neofascista”… lo definiscono loro? oppure il solo fatto che parlino di “valori tradizionali della destra” è indice degli squadrismi?
    sono d’accordo con Telese: perchè vergognarsi di un passato, quando tutti gli altri partiti hanno nella propria compagine (da alleanza nazionale a rifondazione comunista) ex militanti che quanto meno portavano il pugno chiuso, lanciavano qualche molotov e qualche volta anche favoreggiavano il terrorismo, nero o rosso che fosse?
    ho conosciuto ex partigiani, ed ex fascisti. erano uomini, prima che “ex”… e se un uomo merita, la sua militanza non è un problema… se non merita, l’ideale politico che persegue potrebbe essere il migliore del mondo che … rimane un uomo a metà.

  2. @yetiste: sono d’accordo. Mi ricordo che quando frequentavo amici democratici ungheresi mi chiedevano continuamente come potessimo tollerare un partito che si chiamava comunista. E io a spiegargli le differenze, invano…

  3. Sono contro gli estremismi partitici. No ai partiti filofascisti…no ai partiti comuinsti…anche il comunismo così come il fascismo ha causato morte e distruzione…però ai vincitori è stato permesso di fare politica…fortunatamente ai vinti no…

  4. sinceramente, in una guerra non vedo vincitori nè vinti… tanto più in una guerra civile

    in ogni caso, concludo la frase di walter, dicendo “sfortunatamente a certi vincitori sì”

  5. > E io a spiegargli le differenze, invano…
    Con una frase avresti risolto tutti i problemi.
    Bastava ricordargli che se l’Italia ora è una democrazia è anche perchè ci sono stati i comunisti.

  6. diego, possiamo andare avanti anni: si tratta di capire se gli orrori – in uno stesso Paese – sono solo di una parte.
    se si accetta che gli orrori non abbiano colore politico, ma siano da dichiarare tali, non ci sono “orrori migliori di altri”. e certamente i partigiani comunisti non sempre sono stati “algidi”, anche se la vittoria ha consentito loro di avere l’onore degli altari. Un esempio per tutti, la strage di Porzus… ma come porzus ci sono altre mostruosità commesse dai partigiani comunisti, del tutto paragonabili a quelle – che non discuto minimamente – degli squadristi o dei repubblichini.
    e tra i fascisti ci sono state tante persone degne di merito, semplicemente perchè usavano il cervello, e si permettevano di contrastare ordini idioti.
    sicuramente la democrazia c’è stata anche grazie ai comunisti, ma penso che per lungo tempo la democrazia ci sia stata anche per quelli che si continua erroneamente a tutt’oggi chiamare fascisti.

  7. Dissento totalmente da chi vorrebbe equiparare gli eccessi commessi dai partigiani con le azioni dei fascisti.
    Vorrei ricordare a tutti che i comunisti in Italia non hanno portato morte e distruzione, ma sono sempre rimasti in una logica parlamentare e democratica.
    Che poi si possa non condividere il comunismo, questo è legittimo, ma in Italia abbiamo avuto UN regime ed è stato quello fascista.
    Durante il fascismo e durante la resistenza c’erano i buoni e c’erano i cattivi.
    I buoni erano i partigiani (che non erano solo comunisti), i cattivi erano i fascisti.
    La ragione non sta mai nel mezzo, come il peggiore dei luoghi comuni ci vorrebbe far credere.
    Se poi vogliamo riscrivere la storia, facciamolo pure, anche perché va molto di moda: Giampaolo Pansa ci ha fatto i miliardi.

  8. Quoto in pieno il discorso di Luca: la parte giusta era una sola, e la storia l’ha dimostrato.
    I comunisti (non da soli, ok) erano dalla aprte giusta.
    Il resto sono tutte chiacchiere.
    Anche giuste (che tra i fascisti c’erano i ragazzini, che i partigiani facevano porcherie, ecc…) per carità, ma la verità non si cancella.

  9. Mi dispiace: il mio discorso non è fatto di idioti buonismi o di revisionismi. Non condivido chi separa buoni e cattivi a priori, ma studio le fonti e le testimonianze dirette. E traggo le conseguenze. Accetto, senza condividere minimamente, le prese di posizione lette qui (salvo quella di DelPrà, ovviamente)… penso che se aveste avuto voi la madre (bambina ai tempi della resistenza partigiana) con i tendini recisi da un comandante partigiano solo per il fatto che il padre era fascista… parlereste in un altro modo.
    (non era mia madre, ma un’amica di famiglia…)

    (ah, mio nonno era primo violino della scala e fu buttato fuori perchè non aveva la tessera di partito… questo per evitare che mi diate del neofascista)

  10. @yetiste: nessuno dice che tu sia neofascista, ma usare gli eccessi compiuti da alcuni partigiani per equipararli ai fascisti a me pare un falso storico.

  11. luca, ripeto… ho avuto la fortuna di parlare a lungo con tutte le parti… perchè nella mia famiglia c’erano tutti: liberali, fascisti, comunisti e attendisti (termine che usò romano per indicare la maggior parte degli italiani, che aspettavano solo che la buriana finisse, cercando di fare in modo che facesse loro il minor male possibile)… e non è per buonismo, nè per odio verso i comunisti, che ti assicuro che siamo ancora molto lontani dalla verità storica. ribadisco quanto scritto all’inizio: non esistono orrori migliori di altri. non equiparo, ma non sopporto che certi fatti storici vengano taciuti, o ancora peggio non siano nemmanco conosciuti.

    scusa se mi dilungo, ma così spero di spiegarmi definitivamente… copio e incollo un pezzo di Pavese, che fu certo antifascista nel midollo…
    Ma ho visto i morti sconosciuti, i morti repubblichini. Sono questi che mi hanno svegliato. Se un ignoto, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura a scavalcarlo, vuol dire che anche vinto il nemico è qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue, giustificare chi l’ha sparso. Guardare certi morti è umiliante. Non sono più faccenda altrui; non ci si sente capitati sul posto per caso. Si ha l’impressione che lo stesso destino che ha messo a terra quei corpi tenga noialtri inchiodati a vederli, a riempircene gli occhi. Non è paura, non è la solita viltà. Ci si sente umiliati perchè si capisce – si tocca con gli occhi – che al posto del morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza, e se viviamo lo dobbiamo al cadavere imbrattato. Per questo ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione.” (Cesare Pavese, La casa in collina, Einaudi, Torino, 1990, pagg. 122 3)

    a questo dobbiamo arrivare… è difficile, certo, ma è un messaggio umano, ancor prima che cristiano.

  12. @yetiste: depreco fortemente gli orrori delle guerre, ma equiparare chi ha portato in Italia la democrazia a chi ci voleva vendere ad Hitler a me sembra una cazzata. E scusa se sono esplicito.

  13. evidentemente non parliamo la stessa lingua. io NON equiparo.
    detta altrettanto esplicitamente, quella democrazia è stata tenuta in piedi quando l’austria e la yugoslavia erano proprietà dei russi. e si poteva sperare che gli americani lasciassero la preda.
    guardare alla storia come ad una partita di calcio è altrettanto una cazzata. ma naturalmente, la storia è scritta da chi vince

  14. Dal canto mio io penso che non possiamo non dirci antifascisti. Qualcuno e’ legittimamente anticomunista. Ho letto documenti storici, alcuni memoriali di togliatti, in cui la scelta del PCI per la democrazia era tollerata come opzione tattica. Ma e’ altrettanto verita’ storica che poi l’opzione e’ diventata convinzione. Mi resta ancora una cosa da capire: Pansa e’ odiato perche’ ha mentito o perche’ ha scritto la verita’?

  15. Pansa mi piace poco perché si è messo alla testa (forse inconsapevolmente) di un esercito di revisionisti che hanno tentato di mettere sullo stesso piano repubblichini e partigiani.
    Quando Storace cita Pansa per trovare una stampella credibile alle sue dissertazioni nostalgiche a me vengono i brividi.

  16. storace non ha letto pansa, come pochi hanno letto “la casta”…

    ho letto “i figli dell’aquila”. il giudizio contro i fascisti è netto, secco e indiscutibile. l’apertura, se c’è, è nei confronti di quanti erano stati costretti (e non tutti sanno essere eroi) dalle vigenti leggi ad aderire all’esercito. in questo è revisionista… nel tentare di mostrare l’umanità dei singoli individui (ed era quello che ho cercato di affermare nei precedenti commenti).

    il revisionismo che fa comodo a storace è quello dei vari Enzo Erra (“Napoli 1943), che assumono una posizione paragonabile ai negazionisti dell’olocausto. ma lì… altro che brividi

  17. @lucacicca: non hai risposto alla mia domanda. Io penso che un paese maturo dovrebbe riuscire a separare la lotta antifascista e le atrocita’ commesse durante e dopo la resistenza, salvaguardando la prima e prendendo atto delle seconde. Se questo non ci riesce e’ perche’ non siamo ancora una democrazia matura.

  18. Prendo atto delle atrocità commesse dai partigiani, ma l’operazione di Pansa è stata qualcosa di più e si è fatto strumentalizzare da chi cerca soltanto degli appigli per accreditare le sue idee nostalgiche.
    Che poi non siamo una democrazia matura, questo è un dato di fatto, testimoniato dal fatto che ancora non riusciamo a distinguere tra crimini di guerra commessi da singoli e regimi totalitari.

  19. e se non fossimo maturi perchè non sappiamo riconoscere che spesso le colpe di pochi ricadono su tanti? la storia è un caleidoscopio: i fatti sono a disposizione di tutti, ma ciascuno li vede a modo proprio… e il fatto di vedere particolari che altri non vedono non è sempre una colpa di “immaturità”, mi auguro.

    diego, la citazione di Pavese è tratta dal libro “prima che il gallo canti”, edizioni oscar mondadori), un libro bellissimo costituito da due racconti lunghi: una storia d’esilio e una giornata di un attendista nelle campagne di San Giovanni Belbo… sinceramente un capolavoro.

  20. luca, ma tu hai letto il libro di pansa? io lo sto leggendo, e vedo che diversi sono stati gli storici di sinistra a dare sostegno alle “teorie nostalgiche” di pansa… forse forse le teorie nostalgiche sono di chi nega che siano stati commessi crimini da condannare, anche se commessi dai partigiani che ci hanno liberato (a parte che senza gli angloamericani i partigiani comunisti si battevano sulla bocca… ma questo è un altro discorso)

  21. @Yetisti: Quale libro? Credo che ne abbia scritti almeno 4 in pochi anni sullo stesso argomento. Io non nego che i partigiani abbiano commesso crimini e che la sinistra per tanti anni non abbia fatto i conti con questi crimini, ma oggi siamo all’opposto. Ormai pure De Gregori riabilita i repubblichini…

  22. Non confondiamo la riabilitazione dei repubblichini con l’accertamento sereno e rigoroso di quello che e’ accaduto durante e dopo la resistenza e che non ha mai trovato spazio nei testi storici e soprattutto scolastici. Forse e’ per questo ultimo fattore che oggi in tanto fanno fatica ad accettare quello che e’ successo. In quanti sanno ad esempio delle miriadi di preti uccisi dopo l’armistizio?

  23. ecco delpra ha spiegato pienamente la mia posizione…

    mi sembra però necessario riabilitare tutte quelle persone ammazzate con l’infamante (per allora come per adesso) di essere fascisti, senza che ci fossero prove della loro colpa. se un amico o un parente fosse stato ammazzato perchè “fascista” e tu sapessi che non era fascista… non ti darebbe fastidio? a me, personalmente, molto…

  24. Sarà che è lunedì, ma non ho voglia di polemizzare con chi fa finta di non capire. non state parlando con un dirigente del pc. non confondiamo accertamento della verità con revisionismo. oppure fate un po’come volete. mica sono Pansa. non ho da vendere libri sull’argomento.

  25. Sono sempre in ritardo ma ho scoperto il tuo blog tardi.
    Rimango sempre dalla parte opposta, come fate a dire che il comunismo non ha portato sangue e vittime? nessuno ricorda gli anni di piombo, quanti giovani sono morti per un ideale, quanti sono morti e basta? Sergio Ramelli, De Angelis e tutte le altre vittime non sono morti invano, la differenza tra rosso e nero è solo una, il rosso aggredisce per paura e a caso, il nero aggredisce, e per l’onore e la patria, per i fratelli, per un ideale. e comunque mai a caso. E che dire di Bologna? Ciavardini è forse colpevole…ma a chi andiamo a raccontarla?è solo un capo espriatorio per chiudere il caso, e lo sanno benissimo…tutti
    E non possiamo mettere a confronto gli anni 70 con la guerra, la guerra è guerra, in qualche modo le vittime sono giustificate… negli anni 70…il motivo non era palese come una guerra.
    Non mi reputo fascista ma sono pienamente convinto che con un pò di ordine e di credo e rispetto nella patria si crei la vera democrazia e non con il liberalismo e il teatro che ha creato il comunismo e la sinistra in generale negli ultimi tempi.

  26. @Leone: ho dovuto fare affidamento a tutto il mio amore per la tolleranza per non cancellare i tuoi commenti.
    Hai una visione della vita e del mondo molto distante da me.
    Il fatto che ti sia premurato di dire che non sei fascista spiega tutto.
    Comunque, benvenuto.

  27. >ma sono pienamente convinto che con un pò di ordine e di credo e rispetto >nella patria si crei la vera democrazia…

    Citando (storpiando) Goebbels: “sento la parola Patria e metto mano alla pistola…”

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