Il revisionismo sull'editto bulgaro

Berlusconi si ricorda soltanto quello che pare a lui.
Si è perfino scordato di aver indotto i sempre indulgenti dirigenti Rai a cacciare Biagi dalla TV di stato.
Cerchiamo di ricordarglielo.

Ecco l’editto bulgaro.

Ed ecco la risposta di Biagi.

Così, tanto per non farci prendere sempre per scemi.

Luca

AGGIORNAMENTO
Quegli oscurantisti della RAI hanno fatto rimuovere i video.

21 thoughts on “Il revisionismo sull'editto bulgaro”

  1. sì, essere presi per scemi è una delle peggiori sensazioni al mondo: non avevo la televisione ai tempi, ma mi ricordo alla radio le parole di silvio. inequivocabili.

  2. @p Delprà: si puo vivere anche senza niente, basta avere da bere e da mangiare, ma non capisco il motivo della rinuncia. Non si può mica nascondere la testa sotto la sabbia.

  3. luca, scelta di vita fatta in famiglia. si vive benissimo, anche in pieno centro a milano, senza televisione… si legge, si ride, si scherza, si sente musica, si esce… non era per mettere la testa sotto la sabbia, semplicemente per fornire una mente libera. è stato un grande vantaggio, da un lato…

  4. @lucacicca: non assolutizzare. Non vedere la televisione, ma leggere i giornali e navigare su Internet non mi sembra che sia sinonimo di nascondere la testa sotto la sabbia. Faccio un lavoro che richiede un costante contatto con quello che succede nel mondo e ti assicuro che riesco a farlo benissimo anche senza Tv. Così com’è oggi la televisione è una perdita di tempo, ovviamente secondo il mio punto di vista e secondo la mia impostazione di vita. Ognuno è libero di fare ore di zapping, se vuole, o cercare il programma bello alle 2 di notte. Io non me lo posso permettere ma non ne sento la mancanza.

  5. Va beh, si può anche rinunciare alla TV, basta non farlo per far vedere quanto siamo bravi e anticonformisti. Se io non guardo la TV perché mi fa schifo, faccio benissimo a farlo.
    Il discorso si complica se ci sono dei figli: che faccio impedisco loro di vederla?
    Io di natura sono un po’ allergico alle imposizioni, quindi credo sia giusto lasciare tutti i canali aperti.

  6. Citando De Gregori credo che la tv siamo noi, è lo specchio più fedele di noi stessi in quanto facenti parte, bene o male, di questa realtà. Si può pure non guardarsi sempre allo specchio, ma ogni tanto una sbirciatina aiuta nell’autoanalisi. Credo che i reality siano figli nostri, bene o male. Magari cerchiamo di capire come e perché ma non inganniamoci: non siamo poi così meglio di ciò che vediamo. O no?

  7. @silvia: non sono daccordo,
    io con i reality non ho nulla a che spartire e non mi reputo particolarmente virtuoso.
    E’ un pò pericoloso dire che siccome li trasmettono allora i reality ci rappresentano.
    Per me è così: dal momento che la televisione non è un mezzo di comunicazione democratico, la gente semplicemente la subisce e diventa come i suoi programmi.

    Il caso Biagi in tal senso è emblematico: ai suoi tempi alle 20,00 avevamo Il Fatto: una mezz’ora di interessantissima televisione informativa che faceva bene all’italiano medio. Mandatolo a casa cosa ci becchiamo adesso allo stesso orario? Quiz per scimmiette dementi sia sulla rai che su mediaset.

  8. @Davide Rabbini: se i reality non piacessero, non li trasmetterebbero.
    Che il servizio pubblico poi dovrebbe cercare di far crescere la cultura delle persone, questo è anche vero.
    Ai tempi di Biagi alle 20 avevamo quello che abbiamo ora: il TG1.
    “Il Fatto” durava cinque minuti scarsi ed andava in onda alle 20:30, dopo il TG1.

  9. @ Davide Rabbini: sono sempre estrema, hai ragione. Non volevo dire che siamo tutti così brutti ma che in fondo c’è un pochino di ognuno nella tv.
    Io Penso che i reality siano studiati proprio sull’uomo medio, non il contrario.
    Di Biagi hai ragione, erano tempi forse migliori, però alla fine chi ha alzato un dito, ai tempi? Io no, di sicuro. Non credo tanto ai funerali “riparatori”, e penso che il dolore con cui è morto sia rimasto lì, e basta.

  10. sono d’accordo con rabbini… a prescindere che avessi la televisione o meno. anche perchè la maggior parte della gente che guarda la televisione si adatta al “meno peggio”… e intendiamoci, non biasimo assolutamente chi ha questo atteggiamento: arriva distrutto a casa e può non avere voglia di leggere libri o sistemare gli archivi fotografici…

    comunque, nacque come scelta educativa, di fare a meno della tv… ripeto, per sviluppare la nostra fantasia, il che non significa che non la vedessimo: dai nonni, dagli amici, ecc… (non eravamo oscurantisti; diciamo che non c’era l’angolo giusto in casa… in compenso avevamo uno stereo che era una figata pazzesca!)

  11. @ yetiste: anche noi abbiamo tolto la tv dalla cucina e la famiglia ne ha guadagnato di sicuro, ma in salotto rimane. Per ora mi sembra giusto così.

  12. @lucacicca

    certo che i reality piacciono.. è chiaro che se non dai all’italiano medio strumenti di approfondimento, si fermerà sempre alla superficiale idiozia..
    Io ho avuto la fortuna di ricevere un educazione con qualche stimolo a livello intellettivo per cui non ho grossi problemi a dire che i reality non mi riguardano, nè mi rappresentano.. semplicemente il voyerismo non è nelle mie corde, ma questo lo posso dire perchè mi conosco e ho avuto tempo di sviluppare i miei gusti, due grosse fortune che solo una piccola parte degli italiani ha avuto.

  13. @lucacicca

    dimenticavo, mi colpisce la precisione dei tuoi ricordi in termini di collocazione temporale dei programmi e loro durata. Il discorso però non cambia di una virgola: avevamo 5 minuti di cultura, qualcuno che non siamo noi ha deciso che non andava più bene, da allora abbiamo lunghe ore di niente.

  14. Che bello! Si è innescata una bella discussione, anche se sono rimasto un po’ indietro.
    @lucacicca: ai figli vanno proposti modelli alternativi e non guardare la Tv oggi è veramente un modello alternativo (anche se a leggere questo post si direbbe il contrario 😉 ). Da un punto di vista educativo far apprezzare ai figli che è meglio parlare tra noi intorno alla tavola anzichè tacere davanti alla tv è un valore e come genitore non intendo rinunciarci. La tv esiste e i figli lo sanno e sanno qual è la sua funzione e utilità: oggi è pari quasi a zero, domani chissà.

  15. quando mi sono sposato ho cercato di convincere mia moglie a non mettere televisioni se non in salotto. abbiamo litigato selvaggiamente, ma ho guadagnato di non metterla in cucina! e ora che c’è il pupattolo, serve a me per fare qualcosa tra quando finisco di cenare (di solito le dieci…) e quando vado a letto: ovviamente dvd a manetta…

  16. Ovviamente io sto parlando dei programmi tv. Il dvd lo scegliamo noi, è un’altra cosa…

  17. infatti, delprà! è la salvezza, visto che ci deve essere quello scatolo che fino alle undici e mezza propina per la maggior parte dei casi boiate…

Comments are closed.