Vendere o non vendere link

Non sto a ritornare sulla polemica contro Google che abbassa il PageRank a chi vuole lei.
Anche se ci sarebbero cose da dire.
Oggi vorrei polemizzare contro coloro che sono contrari alla vendita di link all’interno dei blog.
A me vendere link sembra invece un modo sincero e trasparente di fare pubblicità.

Vi sembra invece normale consigliare un album musicale od un libro ed inserire un link che “silenziosamente” traccia il vostro click tramite TradeDoubler od altri intermediari?
Forse è più serio inserire una lista di link facendo capire chiaramente che quelli sono link sponsorizzati sui quali uno chicca soltanto se vuole.
Scrivere sul proprio blog qualcosa del tipo: “Che bello, è uscito il nuovo album di TIZIO” e linkare TIZIO con un link per il quale il blogger ci guadagna qualcosa a me pare scorretto.
Lo puoi fare, però avvertimi.
E guardate che questa tecnica non la usano soltanto ragazzetti su blog sconosciuti, ma anche persone di un certo rilievo nella blogosfera, Luca Sofri su tutti, ma anche delymyth (ho linkato due post esemplificativi).

Insomma Google penalizza quelli che sono più trasparenti.
E questo non è bello…

Luca

11 thoughts on “Vendere o non vendere link”

  1. Premetto che non sono contraria alla vendita di link, come ho scritto anche da me, sono contraria a chi si lamenta per la perdita di PageRank.
    Come ho scritto in questo articolo, il problema e’ proprio il PR.
    I link non vengono acquistati per click o per vendite, bensi’ per aumentare di PageRank e quindi uscire prima su Google.

    Ce l’hai con me perche’, come molti, prendo la percentuale sulle vendite di libri (e non solo) dal mio sito?
    Pensa che tutti quelli che recensisco non solo li compro, ma me li leggo anche, e quello che ne scrivo e’ semplicemente quello che penso.
    Soprattutto, il link in quei casi ha un senso, non e’ un mero link pubblicitario magari a siti di casino online su un blog che parla di bambole.

  2. Aggiungo, a proposito dei link a TradeDoubler.
    Il libro lo avrei linkato comunque, a questo punto, dato che si sa (e’ anni che sono affiliata di TD, non e’ un segreto per nessuno e nel 2003 ci avevo anche fatto un post, ovviamente non riposto tutto ciclicamente perche’ credo rompa le balle), non vedo perche’ non linkare in modo da prendere io un 5% quando comunque il cliente paga la stessa cifra e agli autori arrivano gli stessi diritti.

    O adesso smettiamo di linkare e basta perche’ bisogna essere puristi a tutti i costi?

  3. Se vuoi sapere quali “tecniche” uso, chiedimelo: In questo caso, per esempio, ti sbagli. Io non ho mai scritto un post per includervi un link del genere che dici: mai. Capita che scriva dei post in cui cito libri o dischi, e allora rimando a questo o quel sito dove se ne possono trovare informazioni o comprarlo. Se questo link – che metterei comunque, e ho messo comunque per anni senza essere iscritto a nessuna formula di associates – piuttosto che far guadagnare soldi solo ad Amazon o a iTunes, ne manda una miseria anche a me (e non se clicchi, come tu sostieni, ma solo se compri, dopo), mi pare davvero difficile fare del moralismo, a meno di non volerlo fare a priori. E non c’era bisogno di spiegarlo. Luca.

  4. azz, luca li hai fatti incavolare proprio…

    che gioia non sapere gestire un blog in modo decente, che bello non sapere che cavolo sia pagerank di google, che bello scoprire che il sito del tuo ufficio è nella prima pagina di google.it alla parola “consulenza brevetti” (azz… ho detto il mio lavoro: qualcuno dirà che mi sono fatto pubblicità?) senza pagare una lira e senza avere creato il sito in modo apposito…

  5. @DElyMyth: io non riesco a capire perché Google debba penalizzare chi alla luce del sole inserisce dei link sponsorizzati ed invece non faccia lo stesso con chi inserisce banner pubblicitari o link che passano attraverso servizi tipo TradeDoubler. Forse perché Google ha acquistato da poco DoubleClick? Insomma io mica inserisco i Link per crescere nel PageRank, lo faccio per prendere qualche soldo con il quale ci pago l’hosting e poco più.
    @Luca: so benissimo che te segnali opere perché ti piacciono e non per guadagnarci, ma a me il metodo usato da TradeDoubler e simili sembra meno “trasparente” dei tanti vituperati link a pagamento. Stimo te ed il tuo blog, ma che ci posso fare…

    Non volevo fare del moralismo, per altro inutile, ma soltanto segnalare una politica di Google che a me pare scorretta.
    Vi sembra normale che Pandemia in un mese si sia trovato un PR che è passato da 6 a 4?
    Insomma, va tutto bene, purché a guadagnarci sia sempre e soltanto Google. Così mi ritrovo avvisi che linkano le peggiori stronzate, mentre con i link a pagamento potrei scegliere quelli che voglio.
    La soluzione è una sola. Togliere qualsiasi avviso. Ed è quello che farò non appena possibile.

  6. @lucacicca
    Tu continui a vederla dal punto di vista sbagliato, pensando che i link acquistati nelle sidebar ad alto prezzo siano li’ per convincere la gente a clickarci sopra.
    I link non sei tu a venderli per salire, sono gli altri che li comprano per aumentare di PR, e in questo modo essere in prima pagina per alcune determinate keyword.
    Un po’ come succede per le Google Bomb, solo che l’effetto dura di piu’.
    E se gli acquirenti di Text Links fossero davvero onesti, allora dovrebbero accettare di essere linkati con tag nofollow, cosa che rifiutano tassativamente (ripeto, a loro non interessa il link in vista, gli interessa il pagerank e basta).
    I link vengono comprati solo per “gabbare” l’algoritmo con cui google calcola il pr, e quindi avere un pr piu’ elevato, e quindi comparire prima nei risultati delle ricerche.
    Lo spiega benissimo Punto Informatico di oggi nell’intervista a Robin Good.
    Poi se secondo te e’ sbagliato penalizzare chi cerca di approfittare di quello che potrebbe essere un bug nell’algoritmo, allora il discorso decade.

    Per la questione tradedoubler, mi riaggancio a quello che ha scritto Luca Sofri.
    Se parli di un libro e’ abbastanza chiaro che lo linki, cosa cambia a te lettore se quando lo compri io prendo o meno una percentuale?
    Tu lo paghi comunque la stessa cifra.

  7. @DElyMyth: capisco quello che dici ed in parte hai pure ragione, ma io non ci vedo niente di male nell’acquistare link su altri siti per aumentare il PR. Perché questo è sbagliato ed invece la campagne AdWords vanno bene? A me sembra che Google faccia discriminazioni.
    Sui link “silenziosi” è una questione di stile. A me non piacciono perché il 99% degli utenti non sa che acquistando quel libro farà guadagnare chi quel libro lo ha segnalato. Non è un reato, ma a me è un metodo che non piace.
    Robin Good? Lasciamo perdere, dai. Quello che si va in giro in tuta mimetica a dire quanti miliardi guadagna con AdSense…

  8. Sono diversi, i link e gli adwords, e la differenza sta nel “nofollow”.
    L’adwords e l’adsense sono chiaramente marchiati come pubblicita’, mentre i link no.
    Il fatto poi che gli adsense siano in javascript fa si’ che i motori di ricerca non li considerino link.

    Sui link silenziosi, prova a metterti nei miei panni…
    Se ogni volta che linko un libro o qualcosa scrivessi “se lo compri da qui prendo il 5%”, non credi che dopo un po’ la gente si stuferebbe di leggere la stessa menata?
    Puoi aver ragione per il lettore occasionale, ma c’e’ stato un periodo in cui facevo tre recensioni di film al giorno, e alcuni se le leggevano tutte, non credi che continuare a ripetere “prendo la mezza” sarebbe stato seccante (per me e per loro)?

    (tra l’altro, c’e’ anche chi, dopo aver acquistato una cosa non ricordo dove, quando gli ho detto che se passava prima da me io avrei preso la percentuale, mi ha quasi assalita: “ma perche’ non me l’hai detto prima?”)

  9. @DElyMyth: abbiamo un’idea diversa sulla questione, ma è normale che possa essere così. Ribadisco che te non fai nulla di male usando TradeDoubler, è il metodo che non piace a me, ma questo è soggettivo.
    Io preferisco pubblicità chiaramente riconoscibili.

  10. Se non sembro irriverente, posso suggerire una maggior serenità rispetto al pagerank di Google? Un bel chissenefrega, insomma. Un conto è occuparsene con curiosità, un altro con preoccupazione o pretese di difesa dalle ingiustizie: trattasi di pagerank di Google. O no?
    L.

  11. Il chissenefrega sarebbe possibile se Google non ti cancellasse dall’universo conosciuto. Comunque si, cercherò di farmene una ragione… 🙂

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