I testimoni al processo per la morte di Aldro

Da quanto si legge nel blog della mamma di Aldro, sarebbero in atto gravi intimidazioni nei confronti di uno dei suoi amici che testimonierà al processo.
Le intimidazioni sarebbero state indirettamente perpetuate dall’Ispettore Capo Angeletti che è anche il convivente di una degli imputati.

[…] Il 20 ottobre, sabato, alle ore 23,30 circa, persone che sostavano accanto al Jazz Club hanno visto passare in auto il secondo ragazzo, quello che aveva difeso il primo, dirigersi verso un locale vicino all’Università.

Dopo pochi istanti arrivava Angeletti su di una Golf insieme ad altre 2 persone che indicavano con il braccio la direzione presa dal ragazzo e lo seguivano, sparendo alla vista.

Ma non è tutto.

Il sabato successivo, 26 ottobre, rincasando a piedi, lo stesso ragazzo ha notato in prossimità della casa l’Isp. Capo Pietro Angeletti al buio dentro la macchina.

Cosa faceva lì?

Aldro è morto più di due anni fa, probabilmente a causa delle botte ricevute da quattro poliziotti.
Il processo è in corso e ci aspettiamo che verità e giustizia possano essere fatte per questo ragazzo morto a 18 anni mentre tornava a casa dopo una serata con gli amici in discoteca.

Luca

4 thoughts on “I testimoni al processo per la morte di Aldro”

  1. confesso di non averne mai sentito parlare diffusamente sui soliti canali di comunicazione quanto piuttosto su emittenti radiofoniche di nicchia.. mi sembra un pò strano.. il caso ha l’appeal e il senso di mistero necessario per interessare tipi come Vespa, in teoria..
    E’ da segnalare che l’inchiesta non è stata archiviata in fretta e furia perchè la versione della difesa era talmente pasticciata che proprio non lo si poteva fare (ah, l’incompetenza…)
    speriamo bene

  2. carissimo Luca fanno di tutto per intimorire, ma se il livello d’attenzione e’ alto credo che non possano fare nulla o almeno lo spero.

  3. Se la mamma di Aldro non avesse aperto un blog e non avesse mostrato al mondo la foto del figlio morto, probabilmente il processo non ci sarebbe mai stato. Avrebbero archiviato il caso come una morte a causa dell’assunzione di droga.
    Grande merito, tocca dirlo, l’ha avuto il ministro Amato, che ha cambiato il questore di Ferrara ed ha permesso che il caso si riaprisse.
    Ora attendiamo il corso della giustizia.

  4. lucacicca, hai fatto bene a pubblicare questa notizia. Purtroppo della tragica vicenda di Federico, si sa ancora ben poco. Se un rumeno ammazza una donna, si inizia a cavalcare l’onda dell’isteria popolare parlando di pacchetti sicurezza: tutte chiacchiere in cui il messaggio che viene veicolato non è quello che un UOMO ha ucciso una donna bensì che quell’uomo è un RUMENO. E via con gli sgomberi e le espulsioni. Se un poliziotto uccide un tifoso di calcio, e gli ultras scatenano l’inferno, non se ne può non parlare. Ora quel poliziotto andrà giustamente incontro alla pena che gli spetta. Ma questo dovrebbe succedere sempre: un omicidio è un omicidio ed io non voglio mettere sui piatti di una bilancia le vite delle vittime da un lato ed i rispettivi carnefici dall’altro… tuttavia lo Stato tramite le sue istituzioni ha dimostrato di cedere alla logica ed al ricatto degli ultras, eppure la trasparenza ci dovrebbe essere da subito ed in tutte le occasioni. Con il caso di “Aldro” ciò non è successo. Ancora molta, troppa gente non ne sa nulla, ed io nel mio piccolo quando ho news dal blog dei genitori cerco di spargere la voce. Penso che dovremmo farlo tutti…

Comments are closed.