Grillo e l'Alzheimer

Ricordate le polemiche feroci che alcuni giorni fa si scatenarono contro Beppe Grillo che aveva soprannominato il nostro premier come “Alzheimer-Prodi”?

Ci furono commenti sdegnati di tanti italiani scandalizzati da una battuta così pesante.

Oggi Grillo pubblica la lettera del Presidente dell’Associazione Italiana Malati di Alzheimer (AIMA) che ricorda come lo spot realizzato alcuni anni fa da Tornatore fu bocciato sia dalla RAI che da Mediaset.
Lo spot, che voleva sensibilizzare sulla malattia, era ambientato in un’aula di parlamento.

Intanto Grillo dice:

Ci sono ben 800.000 malati in Italia. Mia madre fu una di loro. Si ammalò a 49 anni e morì dodici anni dopo suonando il piano, la musica fu il suo ultimo ricordo.

Insomma, forse non era il caso di scandalizzarsi così tanto.
Come al solito i nostri giornalisti non guardano la luna, ma il dito che la indica.

Luca

Per la cronaca, lo spot era questo:

7 thoughts on “Grillo e l'Alzheimer”

  1. bellissimo spot: irriguardoso – come al solito – della nostra prouderie, della paura che abbiamo a nominare le malattie… come se identificare un male significhi “contagio”. (ricordo le dissertazioni sulla pubblicità per la sensibilizzazione del morbo di parkinson “io non tremo”…)
    con tutto il rispetto, però, penso che sia ancora irriguardoso nei confronti dei malati additare una persona “sana” come se fosse anch’essa malata. certo, non doveva lamentarsi prodi di quella battuta, quanto l’Associazione italiana malattia di Alzheimer: il fatto che la madre di grillo sia morta precocemente di questa malattia non lo giustifica.

  2. Io credo che ci prendiamo troppo sul serio e che il nostro perbenismo in realtà nasconda paura.
    Non si è lamentato mica Prodi, ma quei gran moralisti dei giornalisti che nei loro giornali e tg sono sempre così rispettosi delle persone!
    Non si può più nemmeno fare una battuta…

  3. A mio modesto avviso si sarebbero aggrappati a qualunque cosa, pur di parlare di Grillo quel giorno. C’e’ anche da dire che comunque mia madre nella sua educazione ha fatto entrare il fatto di non insultarsi con parole rifacenti a malattie o difetti che hanno altre sfortunate persone, e qui non e’ questione di perbenismo ma di rispetto. Non mi piace chi da del cretino ad un altro, o del mongolo, o del malato di alzhaimer, allo stesso modo di chi bestemmia.

    Non era una notizia da telegiornale, ne da lamentela di qualsivoglia associazione. Era solo una battuta di cattivo gusto.

  4. Se non ricordo male, Grillo chiamò il nostro presidente del consiglio “Alzheimer-Prodi”, qunado quest’ultimo esortò Grillo a portare alla sua attenzione delle proposte scritte, anzichè continuare a fare solo comizi, scordandosi quindi dell’incontro che i due fecereo ad inizio legislatura, in cui il comico consegnò un documento che Romano definì praticamente uguale al programma dell’ Unione.

    A tale dimenticanza, ben più grave di una semplice distrazione, è legato il fantomatico nomignolo.

    E anche io non lo reputo grave…

  5. Marco C: hai ragione, è andata così.
    La battuta era innocua anche se capisco possa far rimaner male chi ha un malato in famiglia.
    Visto che però Grillo ha vissuto la malattia in prima persona, credo ci possa anche scherzare sopra.

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