40 anni fa moriva Ernesto Che Guevara

Che Guevara

Che ci volete fare.
Ognuno ha i fratelli che si merita.
Pure le sorelle.

Allora, 40 anni fa moriva Ernesto Che Guevara.
Io, pacifista e non violento, cattolico, non comunista, forse un po’ anarchico, ho poco a che spartire con il Che.
Ma insomma, dai, anche lui qualche merito l’ha avuto.
Forse il più grosso è stato quello di riuscire a far sognare tante persone.
E le ha aiutate a continuare a credere in un ideale tradito da quasi tutti, prima e dopo di lui.

In fondo il Che per i comunisti è un po come San Francesco per me.
Una rappresentazione di quello che saremmo potuti diventare, ma che non diventeremo mai.

E quindi forse oggi è giusto ricordare che 40 anni fa il Che cadeva vittima di un’imboscata.
Con lui moriva il sogno di un mondo più giusto, ma nasceva un modello ed un’icona per generazioni di comunisti.
La morte gli ha negato di continuare la sua opera, ma forse gli ha permesso di restare un personaggio con poche macchie.

Quindi, viva il Che! 😯

Va bene?
A chi ha orecchi, intenda…

Luca

15 thoughts on “40 anni fa moriva Ernesto Che Guevara”

  1. Va benissimo, finalmente!
    Non condivido che sia solo un sogno; quello del Che era un programma serio, razionale, assolutamente con i piedi per terra. E non credo neppure che S. Frqancesco abbia predicato l’impossibile. Siamo in cammino, tutti, verso una umanità che verrà. Siamo partiti a quattro zampe e piano piano ci siamo alzati, abbiamo costruito edifici splendidi e scritto pagine memorabili… prima o poi diventeremo anche un po’ meno stronzi, no?!
    Silvia

  2. Va beh, ho capito.
    Manco così ti contento…
    Diciamo che possiamo tutti essere migliori di così.
    Sul come, ad ognuno la sua idea… 😉

  3. Veramente ne ho letta più d’una e ciò ha rafforzato la mia adesione al suo pensiero. Se il riferimento è alla durezza dimostrata in alcune occasioni, credo la si debba riportare alla relatà quotidiana di un uomo che combatteva strenuamente, sulla sua pelle, contro le ingiustizie, appunto, quotidiane subite dai popoli latino-americani.
    Inoltre, non ne faccio un santino perché non ne faccio in genere, di santini, ma certo credo sia stato un grande esempio, questo sì.
    Silvia

  4. Bah… il segno lasciato dal Che nella mia adolescenza è legato al “Fuggitivo” di Magnus, con l’episodio “L’uomo che uccise Che Guevara”… Forse perchè da anarco-liberal-cattolico non sopportavo la mitizzazione di un uomo con idee spesso travisate dai più…

    a parte le battute, ho acquisito troppo poche informazioni, e troppo di parte, per poter esprimere un giudizio sulla sua persona.

  5. In questi giorni la cronaca ci riporta ancora ai fatti tragici dell’Argentina, successivi alla morte del che ma non certo alieni dalle cause che lo portarono ad abbracciare l’idea rivoluzionaria.
    Come tutti quelli che vanno in guerra, probabilmente ha ucciso diverse persone, ma non si deve guardare a quello che ha costruito?
    Non sono una fanatica castrista, sia chiaro, ma Cuba ha la natalità infantile più bassa di tutta l’America latina, il livello medio d’istruzione più alto, centri di eccellenza medica dove gli americani del nord vanno a curarsi i tumori, etc.
    Di sicuro il che è stato un uomo di guerra, ma in un continente in cui tutti quelli che hanno potere agiscono da decine e decine di anni per annuullare ogni forma di rispetto dei diritti civili (preti condannati per crimini contro l’umanità?!), c’è forse qualche altra strada?
    Gandhi viveva in India ed aveva a che fare con gli inglese, non con quei macellai dei militari americani. Purtroppo in alcune situazioni la violenza è ancora l’unica strada; il modello gandhiamo, per adesso, è un modello… ma non puoi usarlo contro una super potenza… o no?!

  6. Non intervengo nella discussione, in quanto mi dichiaro totalmente ignorante riguardo la vita del Che e la storia dell’America Latina.
    Quello che dice Silvia è in parte condivisibile, ma in parte no.
    Nel senso che Gandhi ed il Che hanno scelto due strade diverse e sono anche stati animati da ideali diversi ed è difficile paragonarli.
    Diciamo che entrambi hanno sperato in un destino migliore per i popoli sottomessi.
    @Walter: va beh, te sei il solito anticomunista… 😉

  7. da puro ignorante in materia, mi domando solo se esista veramente un legame tra il castrismo reale e il rivoluzionarismo del che, e se esista la rivoluzione armata che faccia cadere il “giusto” (???) numero di teste…

    con questo, ho un amico leghista che ha amici a cuba (e appena può va là in vacanza) e augura lunga vita a Castro (se lo si scoprisse verrebbe radiato), perchè la sua politica ha permesso ai cubani di conservare la propria dignità…

  8. Quello che ti domandi credo sia giusto, ed in fondo è l’interrogativo cruciale. La rivoluzione è sempre ingiusta, in qualche modo ma, come avrebbe detto qualcuno: CHE FARE?

  9. il Che sapeva essere spietato, forse però va tenuto in considerazione che in termini di spietatezza era comunque un educanda rispetto ai suoi avversari, e inoltre era spietato in maniera del tutto disinteressata. Altro punto a suo favore.

  10. Sì, credo che sia giusto. Probabilmente non aveva visto altri metodi, e comunque gli va riconosciuto il sacrificio personale che non ha dimostrato solo con una morte così tragica ma anche e soprattutto con l’assoluta abnegazione nei confronti di un popolo che, alla fine, con era neppure il suo.

  11. Alvaro Vargas Llosa afferma che, in base alle testimonianze raccolte nelle sue ricerche, coloro che furono fucilati a La Cabana nel periodo di comando di Guevara potrebbero superare il numero di 2000 persone e sostiene che già nel 1959 Guevara si sarebbe reso responsabile dell’esecuzione sommaria di numerosi oppositori politici.

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