L’insegnamento del V-Day

V-Day

Siamo già al 9 Settembre ed il Vaffanculo Day è stato archiviato.
L’iniziativa di Beppe Grillo è stata un successo soprattutto se si pensa che giornali e TV hanno quasi ignorato l’evento nei giorni precedenti.
Oggi sono già saliti sul carro del vincitore.

I commenti sono innumerevoli, ma a mio parere la cosa forse più interessante l’ha detta Marco Montemagno:

Ora, Beppe Grillo può piacere o meno (disclaimer: a me, da sempre, diverte e stimola molto).
Il Vaffanculo Day, nel nome e negli intenti, può piacere o meno.

Ma quello che Grillo sta combinando online per il V- day non può non piacere a chi si occupa di Rete e di comunicazione.
Soprattutto non può essere ignorato.

Si tratta, infatti, della più grande campagna online mai organizzata in Italia per sostenere un progetto/iniziativa.

Il V-Day resterà quindi soprattutto una efficace dimostrazione di quanto potere di penetrazione possa avere internet se viene utilizzata da persone competenti.
Il Web è sempre di più un “social network” che riesce a far incontrare persone reali, le aiuta a rimanere in contatto e a lavorare insieme.

In fatto di comunicazione i nostri politici possono mangiare la polvere di Beppe Grillo (e di chi lavora per lui).

Loro se ne stanno nei salotti in TV a parlare in politichese ad un popolo che esiste soltanto nelle loro menti bacate.
Nel frattempo, le persone “reali” si incontrano, si conoscono, discutono e si organizzano anche grazie ad Internet.

Si, Internet non è soltanto quel mostro a tre teste usato da pedofili e maniaci sessuali.
Non ditelo a Fioroni, magari ci rimane male.

Luca

5 thoughts on “L’insegnamento del V-Day”

  1. “Loro se ne stanno nei salotti in TV a parlare in politichese ad un popolo che esiste soltanto nelle loro menti bacate.”
    Io so solo che internet ha portato ieri forse 500 mila persone in tutto, ognuna nelle piazze del proprio comune.
    Berlusconi fingendo un malore ne ha portate forse un milione in un’unica piazza a Roma qualche tempo fa.
    Sul fatto che non esista un popolo di menti bacate io ho i miei seri dubbi.

  2. Diciamo che la “gente” è molto diversa da quella che sono abituata a frequentare i politici.
    Loro parlano soltanto con quella minoranza che frequenta le feste di partito, i congressi, ecc…
    La maggior parte degli italiani è un oggetto misterioso per i politici.

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