Le parole abusate: cambiamenti climatici

I nostri media sono soggetti a repentine quanto illogiche infatuazioni.
La cosa bella è che tutti i TG e tutti i giornali si infatuano contemporaneamente dello stesso tema o della stessa persona.
“Quei bordelli di pensiero che chiamano giornali” avrebbe detto il buon Gaber.

In questo periodo è il turno dei Cambiamenti Climatici.
Della serie che The Day After Tomorrow più che un film catastrofistico sembra essere diventato un documentario della BBC.
La comica conferenza sul clima che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco, addirittura divulgando dati che sono stati smentiti praticamente da qualunque scienziato del mondo.

Lo sbaglio sta proprio nel considerare i cambiamenti climatici come un’anomalia.
Il clima è mutevole, cambia continuamente e lo ha sempre fatto.
Definire quanto il clima odierno sia influenzato dall’uomo è un compito improbo, diciamo pure impossibile.
E’ possibile fare correlazioni, analisi statistiche, ma la verità è lontana.
Una delle poche certezze è che la concentrazione della anidride carbonica in atmosfera è molto cresciuta nell’ultimo secolo, ma non sappiamo quanto questo aumento sia da addebitare all’uomo.
Chi conosce un po’ di ecologia sa che la Terra ha una grande capacità di equilibrare le deviazioni dallo stato di equilibrio.

Non voglio dire che possiamo produrre quanto Co2 vogliamo, ma non possiamo lanciare proclami catastrofistici.

A me le maggioranze non piacciono per cui da oggi divento uno scettico sui cambiamenti climatici.
Non sposerò la linea prevalente di chi dice: “Non ci sono più le mezze stagioni”.

Intanto, beccatevi questa…
Sapevate che i ghiacci antartici hanno subito la più grossa espansione degli ultimi 20 anni?
Scommetto che ai telegiornali non ve lo hanno detto…
Il contemporaneo ritiro dei ghiacci artici potrebbe scatenare una reazione piuttosto interessante, capace di far vivere all’Europa uno degli inverni più freddi e nevosi degli ultimi anni.

Quando vi sveglierete e non riuscirete ad aprire la porta di casa a causa della neve, non venite a dire che non eravate stati avvertiti!

Luca

11 thoughts on “Le parole abusate: cambiamenti climatici”

  1. …e te sei lì che ti strofini le mani, vero? L’idea che sia un iverno pieno di neve ti farà star sveglio dall’eccitazione!!

    … incomincia acompare i rullini…

    M

  2. io odio la neve.
    Mi sono chiesta quanto sia allarmistica la previsione e quanto no.
    Pero’ mi chiedo: puo’ la terra, cosi’ elastica ai cambiamenti, rispondere con prontezza a questa massa di Co2 che viene immessa nell’atmosfera?
    Fosse lasciata sola, probabilmente si. Crescerebbero piu’ piante, si produrrebbe piu’ ossigeno.. e via discorrendo.
    Ma purtroppo piccoli omini la abitano.
    E tagliano boschi, e piante. E inventano gli sbucciapatate elettrici e il cuocipasta temporalizzato. E si scopre che l’olio riutilizzato fa male.. quindi ale, facciamo le fritture e buttiamo l’olio nel lavandino.. che cosi’ 1 kilo di olio copre con una pellicola 1000 metriquadri di acqua del mare.. soffocando il ricambio di ossigeno.
    In realta’ l’umanita’ non si sa regolare.
    Non lo so luca.. se tra il troppo allarmismo e il giusto scetticismo fa meno male scegliere di essere scettici.

  3. “Chi conosce un po’ di ecologia sa che la Terra ha una grande capacità di equilibrare le deviazioni dallo stato di equilibrio.”
    E quale sarebbe, di grazia, questo stato di equilibrio?
    Cioè fammi capire, se in (sparo a caso) 500 anni la temperatura media salisse di (sparo a caso) 10 gradi per poi assestarsi in un nuovo equilibrio tipo suolo marziano, non sarebbe quello uno stato di equilibrio? Quindi come dici tu stiamo tutti tranquilli che madre natura l’importante è che non si sbilanci… boh… a me me pare na strunzata 🙁

  4. Lo stato di equilibrio è ogni volta diverso.
    E’ chiaro che le nuove condizioni possono anche rendere le condizioni di vita dell’uomo più difficile.
    Non voglio dire che i cambiamenti climatici non possano essere stati causati dall’uomo e che non possano avere conseguenze importanti per la nostra vita, ma voglio dire che siamo nel campo delle ipotesi scientifiche che, in quanto tali, devono essere dimostrate.
    Se poi il livello di discussione è quello di Pecorario Scanio che, ne sa quanto mia nonna, allora siamo fritti.
    Credo che prima di descrivere scenari apocalittici, forse sarebbe bene essere sicuri.
    Ciò non toglie che vada fatto tutto quanto sia possibile per ridurre le emissioni e per utilizzare fonti di energia quanto meno inquinanti sia possibile.

  5. “siamo nel campo delle ipotesi scientifiche che, in quanto tali, devono essere dimostrate”
    Ok ma tu sai meglio di me che nelle scienze naturali dimostrare scientificamente ed inequivocabilmente una cosa è impossibile: del resto chi cerca certezze assolute non si rivolge mica alla scienza…

  6. E infatti…
    A me basterebbe che giornali e tv parlassero al condizionale, spiegando che nessuno sa veramente quello che potrà succedere.
    Non si può dire alle persone che fra 20 anni saremo tutti sommersi da un metro di acqua ed affermarlo come cosa ormai assodata.

  7. se ne frega già così, figuriamoci se fosse usato il condizionale.

    E poi penso che lo stesso principio e’ adottato anche con il terrorismo, il fumo, l’aids e quant’altro.

    E penso che possa essere una politica far vivere nel terrore le persone.. Le rende deboli ed in cerca di una guida.

    E penso che invece di stare qui a pensare me ne vado a studiare 😛

  8. Io non sono molto d’accordo con questo tuo post.
    Non che sia un film bellissimo, ma se ti capita guarda “Una scomoda verità”… ciao!

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