La legge 194

Non preoccupatevi.
Non sto per inpaludarmi in una discussione sull’aborto.

Sono cattolico.
Nessun uomo può decidere della vita di un altro uomo.
Per me il problema finisce qui.

Non si può però essere ciechi e sordi e rifiutare il confronto.
Specialmente quando nella discussione intervengono notizie che riportano alla cronaca casi come quello di Milano, dove per errore è stato soppresso il gemello “sano” (l’altro era affetto da Trisomia 21).

E’ evidente che la maggior parte della popolazione, tra cui una parte non piccola di cattolici, non ritiene sbagliato l’aborto, almeno in certi casi.
E non si capisce perché dovrebbe ritenerlo sbagliato se l’embrione non viene “percepito” come individuo.

In Italia l’aborto è regolamentato dalla legge 194 del 1978 che ritiene ammissibile l’interruzione di gravidanza anche dopo i primi novanta giorni di gravidanza (art. 6):

  • quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna;
  • quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.

Quindi l’aborto selettivo di Milano è legale?
Sembrerebbe di si.

Resta il sentimento di autentico orrore per una società incapace di accogliere i suoi figli più indifesi.

Luca

4 thoughts on “La legge 194”

  1. purtroppo la tua visione è assai lucida e corrisponde al vero (e mi riferisco alla semplicità con cui molti cattolici considerano lecito l’aborto: sottolineo il termine semplicità…).
    trovo discutibile che l’aborto selettivo sia “legale” e soprattutto che non siano passibili di denuncia i medici che hanno “sbagliato feto”…

  2. Non so se l’aborto selettivo sia legale, ma a me sembrerebbe di si.
    Sul caso di Milano è ovvio che sia stato commesso un “errore” per il quale sarà bene che i responsabili vengano giudicati.

  3. suppongo anche io sia legale…

    per quanto ci siano medici che apprezzano interpretare a modo loro la legge, dubito che avrebbero effettuato una simile operazione sapendo di andare contro la legge…

    credo che tendenzialmente questo “errore” sarà visto come un “errore di percorso”, e comunque mai riconosciuto come reato contro la persona.

  4. La questione è sempre la stessa: “l’embrione è persona?”
    Se lo fosse, l’aborto non potrebbe essere legale.
    Su questa discrasia nasce l’impossibilità di trovare un compromesso decente tra laici e cattolici.

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