Perché gli iracheni non sono brutti e cattivi

C’è un documentario ad episodi, Hometown Baghdad, che prova a farci vedere quale sia la vita degli iracheni.
Quella che vedete qui sopra è l’ultima puntata della serie.
Parla di due fratelli, costretti a separarsi dalla famiglia per poter studiare medicina nel Nord dell’Iraq.
A me sembrano due ragazzi normalissimi, capaci di montare un video in maniera più che buona e di parlare un buon inglese.
Due ragazzi come i nostri.

C’è chi ancora continua a vedere in Internet una terribile minaccia per l’umanità.
Sono probabilmente gli stessi che ritengono che l’Islam conquisterà il mondo.
E sono probabilmente gli stessi che credono nelle guerre giuste.

C’è un documentario ad episodi, Hometown Baghdad, che prova a farci vedere quale sia la vita degli iracheni.
Quella che vedete qui sopra è l’ultima puntata della serie.
Parla di due fratelli, costretti a separarsi dalla famiglia per poter studiare medicina nel Nord dell’Iraq.
A me sembrano due ragazzi normalissimi, capaci di montare un video in maniera più che buona e di parlare un buon inglese.
Due ragazzi come i nostri.
Se non fosse che il loro zio viene crivellato di colpi da una pattuglia americana mentre torna da fare la spesa.
Così, senza motivo. Un errore, dovuto al clima di paura che si respira laggiù.

E’ ora che gli iracheni possano decidere il loro destino.
E’ giunto il momento che i soldati tornino a casa.

Oggi come ieri, via dall’Iraq.

Luca

Via | Gaspar Torriero