I Mille e la convivenza tra cattolici e socialisti

Oggi Mario Adinolfi scrive alcune cose che avrei potuto scrivere io.
noi dobbiamo tornare a scoprire le ragioni profonde per cui un segmento del cattolicesimo politico e una tradizione di radice socialista, possono decidere di fondersi in un’unica struttura politica.

I Mille si stanno organizzando.

Oggi Mario Adinolfi scrive alcune cose che avrei potuto scrivere io.

[…] noi dobbiamo tornare a scoprire le ragioni profonde per cui un segmento del cattolicesimo politico e una tradizione di radice socialista, possono decidere di fondersi in un’unica struttura politica.

La ragione è una sola: perché hanno molto in comune. E perché il cattolicesimo democratico non è stato mai negatore di libertà, se a questa libertà corrispondeva un deciso volere della cittadinanza. […] La radice socialista contiene in sé più il concetto di “liberazione” (dalla schiavitù, dall’oppressione, dall’alienazione) che quello di libertà, che ha in nuce anche una dimensione propositiva. Liberi per fare che?

L’incrocio di queste tradizioni, di quello scudo che portava la parola “libertas” al centro e di quel pugno chiuso che era un gesto di liberazione attraverso la lotta, renderebbe sensato e fecondo e moderno lo stare insieme in uno stesso partito, ora che la libertà è un dato acquisito e la liberazione quotidiana abbiamo imparato a non farla discendere dai pugni.

A me piacerebbe che i Mille portassero con orgoglio la dimensione caratteristica di essere l’unico luogo della dialettica verso il Pd, dove chi crede al primato della famiglia e chi va a sfilare al Gay Pride possono stare tranquillamente fianco a fianco e condividere un tratto di strada insieme nel pieno rispetto reciproco.

Queste erano le idee che stavano alla base dell’Ulivo e sarebbero dovute diventare i principi fondanti del PD.
Vallo a spiegare a D’Alema e Rutelli.

Luca