Difendere la verità anche quella dolorosa

Sono convinto che conoscere la verità sia sempre la scelta migliore.
Non so se le accuse mosse dal famoso servizio della BBC siano del tutto autentiche. Lo sono sicuramente almeno in parte.
Cercare di far venir fuori la verità aiuterà tutti.
Soprattutto la Chiesa, che deve fare tutti gli sforzi possibili per rompere il velo di silenzio sullo scandalo della pedofilia.
Chi, come me, vuole bene alla Chiesa non deve aver paura di guardare il mostro negli occhi.
Perché il mostro continua ad esistere anche quando fingiamo di non vederlo.

Sono convinto che conoscere la verità sia sempre la scelta migliore.
Anche se un po’ di ignoranza aiuterebbe a vivere meglio.
Ma non possiamo chiudere gli occhi.

Non so se le accuse mosse dal famoso servizio della BBC siano del tutto autentiche. Lo sono sicuramente almeno in parte.
Cercare di far venir fuori la verità aiuterà tutti.
Soprattutto la Chiesa, che deve fare tutti gli sforzi possibili per rompere il velo di silenzio sullo scandalo della pedofilia.

Per questo motivo pubblico qui il video, sottotitolato in italiano da Bispensiero.
Ancora non l’ho visto, ma cercherò di farlo nel fine settimana.
Anche perché sembra che sia stato acquistato da Santoro e probabilmente lo vedremo anche in TV.

Chi, come me, vuole bene alla Chiesa non deve aver paura di guardare il mostro negli occhi.
Perché il mostro continua ad esistere anche quando fingiamo di non vederlo.

Luca

10 thoughts on “Difendere la verità anche quella dolorosa”

  1. I vescovi confutano il contenuto del documentario BBC.
    Da Corriere.it:
    “Secondo Avvenire, «quel documento veniva presentato dalla Bbc come un marchingegno furbesco, escogitato dal Vaticano per coprire reati di pedofilia, quando invece si trattava di un’importante istruzione atta ad “istruire” i casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile». «Insomma – ribadisce il quotidiano della Cei -, un insieme di norme rigorose, che nulla aveva a che fare con la volontà di insabbiare potenziali scandali». E che il testo «Crimen Sollicitationis» non fosse pensato per tale fine – aggiunge ancora l’editorialista del quotidiano della Cei – «lo dimostrava un paragrafo, il quindicesimo, che obbligava chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la scomunica. Misura che semmai dà l’idea della serietà del documento e di coloro che lo formularono, se si pensa che in base alla legge italiana il privato cittadino (tale è anche il vescovo e chi è investito di autorità ecclesiastica) è tenuto a denunciare solo i crimini contro l’autorità dello Stato, per i quali infatti è prevista la pena dell’ergastolo».

  2. Ho visto il video.
    Effettivamente manca qualsiasi tipo di contraddittorio. Nel documentario viene detto che nessuno in Vaticano ha accettato un incontro, ma avrebbero potuto cercare di intervistare qualche personalità vicina alla Chiesa e che conoscesse il documento in questione.
    L’accusa a Ratzinger è grave, ma l’Avvenire ha già in parte smentito il contenuto di quel documento.

  3. Vivo da vicino il mondo dei preti, avendo un fratello sacerdote. Non nego che esistano “mele bacate”, e non nego che esistano “connivenze” per non creare scandali inutili. Mi stupisce che ci sia il tiro al bersaglio continuo, con cambio di scenario: prima erano i preti simoniaci (o anche adesso, vista la sparata di santoro nell’ultima puntata di annozero), poi i preti omosessuali, poi i preti “allegri” con le parrocchiane, poi i preti pedofili… mi stupisce che nessuno abbia mai puntato il dito sui preti alcolizzati o drogati, ma forse non farebbe troppa notizia…
    mi stupisce perchè c’è un presupposto fondamentale: la Chiesa è fatta da uomini, che sbagliano. se vedessi simile attenzione alle porchrie fatte dai funzionari delle altre istituzioni “ufficiali” non proferirei verbo…perchè è giusto che ciò che è sbagliato sia estirpato e sia anche dichiarato (il silenzio non fa mai bene…). mi piacerebbe solo che fosse provato, ma questo è sempre molto raro.

  4. @yetiste: la questione è un po’ diversa. Il video della BBC dice che ci sarebbe un documento segreto, scritto da Ratzinger negli anni ’60, che imponeva a tutti i vescovi ed i preti di non divulgare i casi di pedofilia, pena la scomunica. Non ci sarebbe stata invece nessuna attenzione per le vittime.
    Che poi sia facile criticare sempre la Chiesa, senza considerare mai quanto di bene viene fatto, su questo concordo con te.
    Ci sono gruppi di opinione che non aspettano altro che cogliere la Chiesa in fallo. Per questo motivo sarebbe bene che una volta per tutte si facesse chiarezza, dicendo le cose come stanno, senza paura di ammettere le proprie colpe od omissioni.

  5. non ho visto il filmato perchè non ne ho tempo. mi stupisce solo la tempistica: Ratzinger – ai tempi – era un cardinale “progressista”, ai limiti dell’ortodossia. possibile che a lui facessero firmare un simile documento?…

    mi domando poi quanti di documenti segreti simili (relativi a politici, uomini di Stato, imprenditori, ecc…) giacciano nei cassetti di Scotland Yard, delle varie Procure e Prefetture d’Italia e del mondo. Questo non tanto per voler a tutti i costi giustificare la Chiesa, ma per dimostrare che ogni Stato è paese… e che la notizia ha valenza solo perchè si parla (guarda caso) di Ratzinger e di Chiesa Cattolica.

    Ripeto che non metto in discussione il fatto che purtroppo esistano preti pedofili…

  6. Da quanto si dice, sembra che Ratzinger non fosse nemmeno cardinale al momento della ratifica del documento segreto. Nel 1961 era un semplice teologo.
    Speriamo che qualcuno ci spieghi come stanno veramente le cose.

  7. ecco… o crediamo a una “stasi vaticana” di cui Ratzinger è stato l’andropov o il Putin… oppure quale diritto può avere un teologo progressista di dare ordini, soprattutto in uno Stato che è tutto fuorchè democratico?

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