BR alla amatriciana

NuoveBR
La nuova ondata terroristica preoccupa. E molto.
Ogni volta che quel maledetto simbolo a cinque punte ritorna in voga, non possiamo non sentire un brivido.

La sensazione però che queste nuove BR siano soltanto cani sciolti, anche un tantino disadattati, è forte.
La cosa mi preoccupa, ma devo dire di essere piuttosto d’accordo con Filippo Facci, che le definisce Brigate Rozze.

Questa gente è ancora capace di uccidere.
Ma dubito che sia capace di creare consenso intorno a sé.

Luca

Foto Repubblica.it

10 thoughts on “BR alla amatriciana”

  1. Significa entrare a pieno nel costrutto teorico del mestiere della guerriglia che praticavano le br, individuarne maggiore o minore dignità a secondo del livello di strutturazione simbolica, di organizzazione militare, di pianificazione etc..

    Credo che queste analisi non fanno altro che dare dignità a una follia che nasce tuttavia da quel medesimo disagio sociale, quell’impossibilità di lasciare esprimere minoranze, non dare spazio al disagio, che è il vero punto della situazione e che dovrebbe interessare i giornalisti più di una classifica elitaria.

  2. Ok, ora ho capito.
    Secondo me il disagio da cui sono partiti i terroristi vecchi e nuovi non è lo stesso. Almeno, non credo che lo sia.
    Capire le ragioni del disagio e cercare di colmarlo, forse è la strada giusta. Ma questo non spetta ai giornalisti, e tanto meno ai blogger.

  3. Ma, capisco poco di giornalismo. Un tempo se non sbaglio si cercava di capire chi sono e perché lo fanno.
    Ma forse quello era un altro film.

  4. Secondo me per capire le motivazioni delle BR ci vuole uno storico, più che un giornalista. La mia impressione è che per capire le motivazioni delle nuovo BR ci vorrebbe un bravo psicologo. A me, ma forse mi sbaglio, sembrano più dei disadattati che dei terroristi.

  5. Io credo che sono più sfigati i vari politici privi d’ogni dignità, basta guardarli in televisione.
    Poi non ci vogliono storici x capire il xkè del nuovo fenomeno delle BR basta informarsi di quel ke sta succedendo in Italia e non solo, è anke vero ke è difficile informarsi visto i “giornalisti” ke abbiamo, ma x fortuna c’è internet.

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