Gruppo di auto-aiuto per Paolo Guzzanti

Dopo qualche mese di assenza, ieri sera mi sono guardato Porta a Porta.
L’argomento era troppo allettante per poter resistere: il caso Litvinenko – Guzzanti – Scaramella.

Paolo Guzzanti è stato più o meno deriso da tutti i presenti, Vespa compreso.
Ormai è chiaro che perfino l’avvelenamento di Scaramella è stata una messinscena.

Il buon Paolo Guzzanti però non demorde e oggi sul suo blog ho letto questa sua dichiarazione:

Bellissima giornata campale ieri, dopo la vittoria a porta a porta: spalleggiato dalla verita’ smonto pezzo per pezzo la fabbricazione su di me, mentre al copaco confermano che non sono mai esistiti servizi deviati alla mitrokhin. Chi e’ che se la sta facendo sotto a causa della morte di Litvinenko e ha scatenato questo inferno per accecare la pubblica opinione? E’ aperto un concorso senza premi.

Le possibilità sono due. O Guzzanti è pazzo e non si rende conto di recitare la parte di quello che si crede di essere Napoleone, oppure Guzzanti bluffa, e pensa di far passare da fessi tutti gli italiani. Corrado Guzzanti direbbe:

La seconda c’hai detto.

In attesa di risolvere questo quesito, propongo di creare un gruppo di auto-aiuto per Paolo Guzzanti. Invitiamo tutti i suoi amici più cari e vediamo se riusciamo a fargli capire che ormai il giochetto l’hanno scoperto tutti. Inutile continuare a recitare la parte di quello che è convinto di quello che dice.

Alla fesseria di “Prodi agente della CIA” non ci ha creduto nemmeno Schifani

Luca

16 thoughts on “Gruppo di auto-aiuto per Paolo Guzzanti”

  1. Poveri. Di che avete paura?
    Parlate come il vostro idolo Prodi: chi vi da’ fastidio o non la pensa come voi e’ pazzo!
    Ma lo sanno tutti che Prodi non e’ una spia ma ha delle connessioni col Fsb. Sono trenta e passa anni che e’ ai vertici della politica (l’unico residuato bellico della dc) mischiato alle vicende italiane piu’ torbide. Parliamo di Nomisma con la sede a Mosca contigua alla sezione economica del Fsb? Parliamo della famosa seduta spiritica (mi vergogno solo a ricordarlo), dello scandalo Cirio, l’omicidio Ilaria Alpi quando era a capo dell’Iri, Telekom Serbia, contestato perfino quando fece delle eurostatistiche all’UE…..e questo e’ quello che mi viene in mente in 2 secondi.
    Documentatevi prima di parlare.

  2. MITROKHIN: GUZZANTI, AUTOGOL DI ‘REPUBBLICA’ SU GORDIEVSKIJ
    (ANSA) – ROMA, 7 dic – ‘Generoso autogol di Repubblica che pubblica una lunga intervista al master spy Oleg Gordievskij a Londra il quale conferma per filo e per segno, essendo stato presente all’incontro avvenuto ‘in un elegante hotel di Regent Street, cio’ che Alexander Litvinenko disse a Mario Scaramella circa le informazioni che aveva ricevuto dal vice capo del Fsb, generale Anatolij Trofimov e cioe’ che ‘prodi e’ il nostro uomo’ e che l’Italia pullula di agenti dell’ex Kgb’. Cosi’ l’ ex presidente della commissione mitrokhin Paolo guzzanti commenta l’intervista del quotidiano romano al capo dell’ ufficio londinese del Kgb su Scaramella titolata ‘Cosi’ quel bugiardo voleva rovinare Prodi’.
    ‘Oleg Gordievskij – sottolinea il senatore di Forza Italia – riferisce cosi’ ai giornalisti di Repubblica le parole di Litvinenko: ‘Quando confidai a Trofimov la mia idea di lasciare Mosca e riparare in Italia, il generale mi mise in guardia. Mi disse: stai attento, perch‚ in Italia ci sono molti uomini del Kgb e persino prodi e’ un nostro uomo’. Questo – osserva guzzanti – e’ esattamente quanto Scaramella ha riferito, questo e’ esattamente quanto io ho riferito come dato di fatto e non come accusa in questi giorni’.
    ‘Ovviamente le parole di Litvinenko che cita Trofimov – precisa guzzanti – non dimostrano che prodi fosse realmente ‘il nostro uomo’ sovietico in Italia, ma quel che conta e’ che quelle parole sono esatte e fedeli’.
    Secondo guzzanti ‘importa inoltre che il generale Trofimov non puo’ confermare soltanto perche’ e’ stato assassinato a colpi di mitra, cosi’ come e’ stato assassinato con il veleno Alexander Litvinenko’. ‘Restano dunque – conclude guzzanti – soltanto quelle parole, che forse non sono sufficienti a sostenere un’accusa in senso giudiziario, ma sono comunque sconvolgenti e illuminanti sulla verita’ dei fatti’.
    ‘Gordievskij oggi dice che considera falsa la dichiarazione di Litvinenko a Scaramella nell’elegante albergo di Regent Street, ma non sa spiegare perche’, pur essendo presente, non disse: ‘Sacha, ma che diavolo dici? Perche’ stai mentendo?’. Non un fiato, ma molta psicanalisi spionistica. Oggi e’ facilissimo dare dell’inattendibile al morto ammazzato Trofimov e del mentitore all’assassinato Litvinenko nonche’ del pazzo al solito Mario Scaramella. Ma le parole sono le parole e qualcuno scrisse -conclude guzzanti- che sono pietre e restano tali’.
    (ANSA).

  3. Citare come fonte, Paolo Guzzanti, non mi sembra poi così credibile…
    Prometto che mi documenterò maggiormente. Per le fonti più giuste chiedo consiglio a te, oppure sento cosa mi dice Scaramella?
    Però sono felice di constatare che Guzzanti non è solo.
    La tua è un’opera buona, davvero.
    Stategli vicino, è un momento difficile per lui.
    Ciao e scusa l’ironia!

  4. Confesso: mi diverto da matti a scrivere nel blog di Guzzanti e a confutare le sue tesi, sostenute acriticamente da tutti gli altri che intervengono.

  5. Non è che amo il rischio. Trovo interessante notare come ci siano persone incapaci di ragionare con la propria testa e desiderose, a quanto pare, solamente di avere un “condottiero” da seguire acriticamente. Anche quando questo “condottiero” tira fuori improbabili rivoluzioni, vede complotti ovunque, si contraddice e, probabilmente, crede alle sue stesse panzane.
    Trovo altresì interessante notare come chi più parla di “odio della sinistra verso Berlusconi” è proprio chi più sputa insulti e offese verso chi non è berlusconiano di stretta osservanza.

  6. ragazzi
    in un momento di noia mi e’ uscita spontaneamente dal cuore la scritta guzzanti e’ pazzo sul motore di ricerca google e siete usciti voi
    grazie
    mi chiedo come facciano a scrivere il suo nome sui giornali senza farlo seguire da un punto esclamativo
    cmq di sicuro anche senza punto esclamativo quando lo scrivono ridacchiano

    non sono mai andata sul suo blog
    ma immagino ci vadano a scrivere A PAGAMENTO QUELLI DI MOTORE AZZURRO

  7. Richiesta insolita: uso questo blog per commentarne un altro. Sono finito sul sito del Senatore (Guzzanti). E sto seguendo con interesse crescente la disputa con Henry Smart. E sono finito su questo (non me ne voglia lucacicca) cercando un sito, un blog di Henry Smart. Voglio fargli i complimenti per la chiarezza, la competenza ed anche la simpatia con la quale replica al Senatore del quale, devo dire, ignoravo le grandi capacità dialettiche. Penso però anche che, tutto sommato, al Senatore, questo confronto sia alquanto gradito. E’ solo una sensazione ma mi da l’idea che ottenga il suo scopo perché gli consente di “buttarla in politica” e/o comunque di far diventare tutta la questione un sofisticato esercizio retorico consentendogli di non rispondere del merito di poche questioni essenziali (e non perchè Smart non faccia le giuste domande #). In sostanza gli consente di “parlar d’altro” e con una tecnica che devo dire, da questo punto di vista, è sublime. Comunque lo stesso i miei complimenti a Henry Smart.

    Marco

    # Domande alle quali non ha risposto nemmeno davanti a Ferrara dove è stato quasi imbarazzante (gli ha fatto un culo così direbbe il Senatore).

  8. penso che questo inno di guzzanti paolo – senatore della repubblica – meriti una grnade diffusione

    OH ISRAELE
    di paolo Guzzanti

    Voglio urlare ad Israele: vai e colpisci ovunque essi siano, vai e fai quello che un occidente mentitore e senza spina dorsale non ha il coraggio di fare.

    Lo dirò sui giornali, lo dirò in parlamento, lo dirò e lo dico agli italiani, tutti accecati, abbrutiti, masturbati dall’inferno del calcio, dai gol de calcio, dalle sue oscene vittorie, dai suoi miserabili scandali.

    Di questo vivono gli italiani mentre Israele si erge come un essere umano e la sua pelle si fa di drago e le sue narici, narici di drago e hanno occhi di missile, occhi elettronici di decodificazione alfanumerica rigenerata stellare missilistica satellitare guidati da occhi di filosofi, occhi di matematici, occhi di medici e di poeti, occhi e mani di scrittori sparsi nel mondo, occhi del seme d’Israele perduto in mille altri semi della diaspora del seme, semi nascosti in corpi alieni che sono corpi di Israele e non lo sanno o lo vanno scoprendo, io voglio gridare, io voglio esaltare la guerra di Israele.

    Voglio che Israele con mano chirurgica e ferma colpisca e cauterizzi, che con mano pietosa distrugga col fuoco, voglio che Israele non abbia pietà degli equivicini, degli equidistanti, dei mascalzoni, basta pietà per chi non sa schierarsi, per chi non vede da che parte sta il bene e dove sta il male, basta con la Siria, basta con l’Iran, basta con il fango degli escrementi corrosivi che inquinano la morale, basta con gli sputi accecanti che impediscono la vista.

    I piloti devono avere occhi ben aperti, gli occhi di chi non può consentirsi emozioni, le mani devono essere ferme sulle leve e i joy stick nei carri roventi che macinano la terra e la sabbia, le mani che guidano i motori diesel, le mani che stringono le armi e che vuotano caricatori, le menti gelide nel deserto rovente che devono pensare, le radio che cicalano fra di loro parole e numeri e codici e codici e codici e fuoco.

    Noi vogliamo Israele in guerra così come vorremmo gli italiani in guerra invece che impiccati alla corda dei loro maledetti palloni, dei loro fottutissimi scudetti, coppe e turpi insalatiere, capaci di mascherarsi di colore le loro facce e perdere la voce e il filo dell’anima soltanto per la loro maledettissima palla, va e colpisci anche per loro Israele, e per i francesi che esaltano i loro zizù zazà zulù zozò, le loro cornate da capre mentre Parigi si appresta a bruciare di nuovo e per quella gente di formaggio e di paura che abita l’Olanda fertile di musulmani e la Svezia musulmana e la Danimarca musulmana e i loro maledetti covi e riti, via spazzateli tutti, purgateli, eliminateli, colpisci anche per loro, per noi, Israele.

    Fallo per te stesso ma fallo anche per questi popoli codardi che hanno creato un occidente cieco e senza spina dorsale, Israele, ma fallo.

    Fallo per i tuoi figli, fallo per le mogli che attendono che Gill ritorni, fallo per i padri delle ragazze sagge che volano di bianche ali, fallo per chi ha capito tardi che cos’era che non andava nella sua identità e perché non aveva mai aderito, mai assorbito, mai condiviso ciò che gli era estraneo, ciò che gli era lontano come l’abisso.

    Oh Israele se solo potessi marciare nella tua guerra, se potessi vegliare nei tuoi campi in attesa, se potessi fare l’autostop per raggiungere la mia unità, se potessi lasciare il mio kibbutz o villaggio o città biblica con i capelli sotto il berretto, il fucile in spalla, l’abito da guerra di Israele e la sua bandiera.

    Oh Israele se soltanto potessi non essere solidale ma esserci, non scrivere ma combattere, come vorrei Israele essere alla guida di un carro con due materassi legati fuori, insieme a giovani con la chitarra come quelli che incontrai in Libano un quarto di secolo fa e parlare con loro di cinema e sparare e di poesia e sparare e di musica e correre e far tuonare il corto cannone che non sbaglia mentre il cielo viene tagliato a lama di coltello dai nostri jet.

    Oh Israele

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