Amina

Da ieri sera non riesco a togliermi dagli occhi Amina.

Chi ha visto il servizio di Sandro Ruotolo trasmesso ieri sera durante la trasmissione Anno Zero di Michele Santoro ha già capito di cosa sto parlando.
Amina era appena arrivata all’ospedale di Emergency a Kabul.
Aveva preso in mano una mina a forma di penna.
La mina era esplosa. Ed insieme alla mina era esplosa anche la mano.
Amina teneva in alto la mano, gonfia e senza tre dita, e piangeva uno di quei pianti che sanno piangere soltanto i bambini.
Nessuno poteva consolarla. Nemmeno il medico di Emergency che le offriva un Chupa Chups.

Non ce l’ho fatta a seguire l’intervista di Rula Jebreal al Ministro della Difesa. Non ne ho avuto lo stomaco.
Non avrebbe potuto dire niente che superasse il pianto di Amina.

Oggi, come ieri, via dall’Afghanistan.
Permettiamo agli afghani di provare a vivere in pace.

Luca