Ancora sull'indulto

Ieri la Camera ha approvato l’indulto.
I capoccioni dell’Unione sottovalutano, come fanno spesso, la delusione dei loro elettori.
Non dei loro iscritti, fedeli alla linea, ma dei loro elettori non classificati.
L’Unione ha fatto finta di non capire l’istanza che veniva da Di Pietro.
Il problema non è indulto si o no, ma indulto a chi si e a chi no.
Abbiamo passato gli ultimi 12 anni ad infangare il nano di arcore, a maledire le furberie con cui ha costruito il suo impero.
Abbiamo condannato tangentopoli, i crack finanziari e gli scandali delle nostre aziende.
Siamo insomma cresciuti nella consapevolezza che il governo dell’Unione avrebbe cercato di affrontare la questone morale.
Eravamo convinti che non ci sarebbe stato spazio per le amnistie ed i condoni.
Era una questione di principio, una regola non scritta, ma ben presente a tutti.

Per questo motivo l’allargamento dell’indulto ai reati finanziari è stato visto come un tradimento dagli elettori dell’Unione.
Bocciare l’emendamento che voleva escludere il voto di scambio (mafioso) è stato un calcio nei coglioni.
Ci hanno praticamente fatto capire che non c’è niente di diverso tra l’Unione ed il Polo, almeno per quanto riguarda la questione morale.
In effetti lo scandalo Unipol ci aveva un po’ preparato, ma la botta è stata forte lo stesso.
Anche se oggi i capoccioni fanno finta di non capire.

Luca

2 thoughts on “Ancora sull'indulto”

  1. Il discorso è complesso.
    Molto.
    E la tragedia di Napoli non ha niente a che fare con esso.
    Darò un’occhiata al tuo blog.
    Stavo per etichettarti come spam, ma ci ho ripensato…

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