L'Italia delusa e l'Italia che delude

Inutile nasconderlo.
E’ stata una sconfitta.
Pensavamo di stravincere ed invece abbiamo vinto di un’inezia.
Al Senato avremo, forse, un paio di seggi di vantaggio.
Con l’impossibilità a governare.

Il dato di fatto che le elezioni confermano è che c’è mezza Italia che continua a credere che sia meglio affidare il paese a Berlusconi piuttosto che al centro-sinistra. Chi ieri votava il cavaliere, continua a farlo. Nonostante tutto.
E questo è, secondo me, desolante.

Non so cosa debba fare il nano di Arcore per convincere gli italiani a non votarlo, ma oggi è il giorno della sua ennesima vittoria.
Ed è il giorno del fallimento dei DS.
Sono loro il vero anello debole della coalizione.

L’elettorato di centro-sinistra ha punito l’affare Unipol e la mancanza di chiarezza sulla questione morale.
Fassino e D’Alema hanno fatto finta di sottovalutare il problema, ignorando i segnali di malcontento che arrivavano dal popolo dell’Ulivo.
Il risultato è stato che molti hanno preferito votare i partiti piccoli, ritenuti più puliti e più estranei a certi intrecci tra politica ed affari.
Indebolendo l’Ulivo, l’Unione e Prodi stesso.
Che ora difficilmente potrà costruire un governo capace di sopravvivere alle prossime prove di forza.

Dall’altra parte c’è un elettorato che ha ragionato ancora una volta con il portafoglio.
Tanti che non volevano andare a votare ci sono andati perché impauriti dal programma dell’Unione, che vorrebbe far pagare le tasse anche a chi fa i soldi facili e non soltanto alle imprese ed ai loro dipendenti.
Sembra fantascienza, ma la proposta del cavaliere di tagliare l’ICI ha funzionato.
E questo è desolante.
Perché ancora una volta ci manifestiamo come un paese che si mobilita soltanto quando si parla di soldi.

I ragionamenti sulla pace e sulla guerra, sulla redistribuzione del reddito, sullo stato sociale e sull’aiuto alle famiglie non contano niente.
Contano gli euro risparmiati sull’ICI.
Questa è l’Italia.
Questo è il popolo che ha invertito il risultato delle elezioni.
Questa è l’Italia che delude.

Luca

14 thoughts on “L'Italia delusa e l'Italia che delude”

  1. Finalmente un commento obiettivo da parte di uno che ha votato per l’Unione. E’ stata una sconfitta più dell’Unione che della Cdl, ma per entrambi una sconfitta. L’Italia è spaccata in due. Ho scritto che se fossimo in un periodo diverso, ci sarebbe un clima da guerra civile imminente. Mi dai ragione su questo? Non mi piacciono i toni trionfalistici di alcuni politici di centrosinistra (a cui interessa solo governare mandando al diavolo la spaccatura del Paese) e vi sono molti blogger di sinistra che di politica ne capiscano quanto io ne capisca di com’è strutturata la biosfera.

  2. Non esageriamo!
    La guerra civile mi sembra una possibilità del tutto campata in aria.
    E’ anche vero che qualcuno deve pur governare.
    Andare a votare subito avrebbe poco senso, perché darebbe un risultato simile a quello di oggi.
    Quindi vediamo quel che viene fuori.
    Senza i soliti toni apocalittici.

  3. ciao luca,
    condivido la lucidità della tua analisi.
    il problema enorme sarà la governabilità del nostro paese, con 1,2 o 3 senatori non si potrà dar seguito al grande progetto di riforma che caratterizza il programma dell’unione.
    sono ragionevolmente certo che questo, checchè se ne dica, è il primo grande passo per la restaurazione della dc, purtroppo senza convergenze programmatiche si andrà poco lontano, e -ahimè – con il centro a fungere da ago della bilancia, i cambiamenti non ci saranno mai!
    la trovata alla wanna marchi sull’ICI ha avuto un influsso notevole sull’elettorato, così come l’altissima percentuale di votanti.
    anch’io sono per non tornare a votare, vediamo cosa ci riserva il futuro…

  4. Tutti i sogni di gloria sono sfumati.
    Ora l’Unione deve avere la lucidità per reinventarsi un governo.
    Che può durare trovando l’appoggio di qualche senatore in più.
    Ma sarà durissima…

  5. ciao, ho letto un po’ di tuoi commenti da wg e sono passato a fare un giro. condivido la tua analisi, ma non concordo su una cosa. da come parli tu sembra che prodi parlasse di grandi ideali e berlusca di vile denaro e il popolo gretto ha optato per la busta numero 2.
    invece secondo me la campagna elettorale di entrambi si è concentrata sul portafoglio degli italiani, i quali non hanno ritenuto che la ricetta prodi fosse la migliore per riempirlo

  6. Prodi ha anche parlato di una rinascita del paese, del tornare a incontrarci, del superamento delle divisioni.
    Per me Prodi ha parlato al cuore ed al cervello degli elettori, Berlusconi ha parlato allo stomaco. Ma la mia è una visione di parte. E’ normale che sia così.

  7. tutti i politici parlano al cuore e al portafoglio, anche berlusconi, ma parla a un cuore che non è nel tuo petto, come i discorsi di Prodi di rinascita sono in una cassa toracica non di destra.

    Ci hanno messo davanti due Italie e ognuno le ha percepite a seconda di quale si avvicina di più a quella che vive. Bisogna cercare di trovare un punto di incastro senza ricadere nella balena bianca, perchè in fondo l’italia è questa, questa è la nostra democrazia e bisogna prendere in considerazione le opinioni di tutti, siamo tutti fratelli su uno stesso suolo

  8. Bravo Uriele,
    vedi che a volte siamo d’accordo.
    Non so se però ci sia la possibilità e l’interesse per mettersi d’accordo.
    Potresti farlo con un governo “balneare” che non sia retto da Prodi.
    Io credo che Prodi tenterà di fare un governo.
    Poi vedremo…
    Magari Follini, Tabacci e qualche altro fanno il salto del fosso…

  9. è vero che prodi ha cercato di parlare al cuore, ma lo ha fatto in un modo retorico al limite, e a volte oltre il limite, della caricaturalità. probabilmente non è piaciuto. tutto questo volemose bene, l’uso di parole come amicizia, felicità. per dirla alla pennac sembrava colpito da un vaiolo rosa. e gli italiani hano un po’ avuto l’impressione di essere presi in giro. è bastato che berlusconi agitasse un po’ gli errori macroscopici dei conti di prodi perchè si rendessero conto che dietro buonissime intenzioni si celava una pochezza politica, ma sopratutto di valori.
    ma questo secondo me rientra in un’analisi più ampia della nostra società in cui si vede come valore supremo lo svuotamento della realtà di qualsiasi significato superiore, soprattutto (ma non solo) da parte dei guru della tua coalizione. e quando svuoti la realtà del suo significato poi non riesci a riempirla tanto facilmente.

  10. Per me, così come per tanti altri italiani, resta il sogno di una coalizione in cui cattolici e laici si trovino insieme per governare il paese.
    Se mi parli di valori, beh Berlusconi quali valori può trasmettere? Quello del successo ad ogni costo? Quello della ricchezza costruita con le furberie?
    A destra poi c’è un linguaggio ed un’idea del mondo che è troppo lontana da me. “Padroni a casa nostra” o “Immigrati clandestini a volontà? No grazie” sono slogan che mi indignano.

  11. ed è tuo diritto indignarti e decidere di votare dall’altra parte.il mio era solo un ragionamento sul perchè la metà degli italiani, ma soprattutto la maggior parte degli indecisi visto la situazione sondaggistica di poco tempo fa, non si sono fatti convincere da prodi.
    se si siano fatti convincere da berlusconi è poi una cosa tutta da valutare.
    al di là di tutto mi dà fastidio che si dica che i valori del centro destra siano quelle del successo ad ogni costo e della ricchezza costruita con le furberie. io non sono così. non voglio tirarmela ma mi faccio il culo (con rispetto parlando) di giorno al lavoro, e studio la sera (anche se sono già laureato) sono un cocopro che è felice diesserlo perchè lo vedo come un’opportunità in più per me di fare un lavoro che mi piace, che mi possa aprire nuove prospettive e non vedo il mio datore di lavoro come uno che con un contratto ha l’unico obiettivo di fottermi. vorrei un’italia un po’ più meritocratica di com’è. sono liberale e voto i liberali e pretendo che il mio voto abbia la stessa dignità morale di quello dei democratici.
    se poi farsi il culo è una furberia, allora sì faccio le furberie per avere successo.
    ciao

  12. Il mio era un ragionamento generale.
    Non mi riferivo a te, visto che non ti conosco nemmeno.
    Ma mi sembra indiscutibile che una parte consistente dell’elettorato del centro-destra sia affascinato dalla storia del berlusca che, dal niente, è diventato uno degli uomini più ricchi del mondo.
    Come ha fatto i soldi il berlusca, lo sappiamo tutti.
    Molti lo votano per il suo status sociale, non per quello che dice.

  13. E’ il mito del selfmademan, l’uomo che riesce a crearsi da solo, che sfugge al suo ruolo, inganna il destino e cerca di dominarlo. E’ un mito antico, ricorda il Faust, i romanzi di Dumas, insomma è una cosa che posso capire possa affascinare la gente…come può farlo l’intellettuale che parla un linguaggio quasi incomprensibile agli umili mortali (il mito del sapere, scambiato per quello della saggezza), come quello del duro e puro, dell’idealista, del martire, il signore di gran classe, ecc…

    Ogni personaggio politico (di spicco solitimante) nel pantheon italiano incarna queste figure “mitologiche” sta poi a noi scegliere in quale ci riconosciamo e quale demonizzare. Insomma sta diventando una lotta fra Fedi contrastanti, quasi delle moderne religioni urbane.

    Non mi stupisco affatto di essere d’accordo con te… è capitato più volte come è capitato di essere in disaccordo e penso capiterà ancora 🙂

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