Gian Burrasca alle elezioni

Il baraccone della politica ci fornisce sempre notizie simpatiche.
Una di queste è la candidatura di Rita Pavone alle elezioni.
La cantante italiana sarà candidata da Alleanza Nazionale nella lista di Mirko Tremaglia per la circoscrizione estera del senato.

Tremaglia, oltre ad essere il primo ministro repubblichino della nostra storia democratica, è stato anche il principale difensore del diritto di voto degli italiani all’estero. Chi meglio di Rita Pavone per catturare i voti dei nostri concittadini emigrati?
Io da tempo mi chiedo perché gli italiani che vivono all’estero, magari da molti anni, debbano poter partecipare alle elezioni politiche italiane.
Niente di personale, ma cosa ne sa dell’Italia una persona che vive fuori?

E poi mi chiedo perché i cittadini stranieri che vivono in Italia non possano votare.
Loro vivono qui. Lavorano qui. Pagano le tasse al fisco italiano. Vivono fianco a fianco agli italiani.
Loro si che dovrebbero poter scegliere la loro rappresentanza in parlamento.

Non sarà mica una questione razziale?
Ho tanto il sospetto che sia così…

Luca

3 thoughts on “Gian Burrasca alle elezioni”

  1. Se ti fai domande sui primi, allora dovresti essere d’accordo anche sul non dare il voto ai secondi…
    Mio fratello vive in america (avuto culo di trovare un ottimo lavoro da un paio d’anni) in america non ha diritto di voto (e non so se l’avrà mai… non danno così facilmente le cittadinanze laggiù), ma solo il permesso di lavoro. E’ via da alcuni anni, ma torna quando può in Italia ed è, indiscutibilmente un cittadino italiano, ha tutta la famiglia e gran parte degli amici con cui è ancora in contatto qua. Perchè non dovrebbe avere il diritto di voto???
    Io sono convinto che italiani all’ estero e stranieri (ovviamente regolarizzati, sennò si considerano anche i turisti e gente che non esiste per le liste elettorali e per lo stato) una volta integrati (facciamo un paio d’anni tanto per capire che uno decide di stare più o meno fisso in quel paese) dovrebbero avere il diritto di votare. Se vuoi negare il diritto a una delle due categorie allora tanto vale negarlo agli altri, tanto, ingiustizia per ingiustizia…
    Per quanto riguarda Rita Pavone, bhè, guarda che a Roma c’è Marrazzo che anche lui non è per nulla un politico… Non vedo cosa ci sia di male! Quando si parla di mafiosi come Mr C. in sicilia posso capire l’indignazione, ma in questo caso onestamente…

  2. Se un italiano che vive in america può votare per le elezioni italiane, perché un americano che vive in italia non può votare per le stesse elezioni?
    Non dico di togliere il voto agli italiani all’estero. Dico di toglierlo se non si permette anche agli immigrati di votare in Italia.
    Su Rita Pavone, beh… non so che preparazione politica possa avere per fare la senatrice… Marrazzo è sindaco di una città e almeno è un giornalista. Il paragone mi sembra poco azzeccato.

  3. senti Marazzo giornalista me ne faccio e considera che Flavia Vento (gran preparazione) è stata candidata da entrambi i partiti. Ronal Regan e Clint Eastwood non son mai stati giornalisti, ma son diventati politici.
    Io sono d’accordo sul fatto che una persona integrata in un paese anche se straniero debba potere, se lo richiede avere il diritto di voto, ma lo deve avere per lo stesso motivo un italiano che risiede all’estero. Per avere diritto di voto in un paese poi devi farne parte, considera che tu, che sei nato in Italia, ci metti 18 anni prima di avere diritto a votare, così il diritto di voto per uno che vive nel nostro paese non è una cosa immediata, ma richiede anni (almeno un 4-5 anni secondo me, abbastanza per ambientarsi e per aver il tempo di capire come funzionano alcune cose e quindi ciò che non va), dopo i quali ogni cittadino REGOLARMENTE (con tanto di permessi di soggiorno e documenti, più per questioni burocratiche che per altro, perchè senza un documento ed un regolare permesso non si può sapere il periodo esatto di arrivo) risiedente da quel periodo nel nostro paese, se lo richiede, dovrebbe avere il diritto al voto.

    PS: generalmente gli americani sono molto nzionalisti quindi non solo non voterebbero in Italia, ma difficilmente darebbero cittadinanza e diritto di voto ad uno straniero, anche se con un lavoro regolare e risiedente da anni in quel paese… Ma questo è un loro problema e a noi non riguarda

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