La protesta di Zoro

Zoro

Ieri, durante la partita Messina-Inter, il giocatore ivoriano Zoro ha preso la palla e si è diretto verso il quarto uomo, con l’intenzione di fermare la partita.

Il motivo? Gli erano stati rivolti cori razzisti dai tifosi dell’Inter.
Purtroppo Zoro non ha portato a compimento il suo gesto e si è fatto convincere a continuare la partita.
Pensate cosa succederebbe se tutti i giocatori di colore smettessero di giocare quando sentono cori razzisti… Si fermerebbero i campionati.
Io sono stato allo stadio una sola volta negli ultimi anni, ed ho sentito i tifosi fare il verso della scimmia ogni volta che un giocatore di colore toccava la palla. Ormai è diventata un’abitudine.
Con il silenzio complice del resto del pubblico, delle dirigenze e dei giornalisti.

I giocatori si sono così abituati a questi cori che anche Zoro ieri sera ha affermato:

[…] non accetto che certa gente mi urli insulti razzisti a casa mia. Fuori casa ormai ci sono abituato, ma qui no[…]

Zoro non deve essere offeso nemmeno fuori casa per il colore della sua pelle.
Questa calcio fa schifo al mondo.
Non ha più niente dello sport.

Luca

Foto La Repubblica

3 thoughts on “La protesta di Zoro”

  1. Ogni tanto mi capita di andare allo stadio ( ormai raramente dato che la domenica devo lavorare) ed è assolutamente insopportabile ascoltare gli ululati razzisti , avrebbe fatto bene l’arbitro ad interrompere la partita. C’è bisogno di segnali forti. la squadra la cui tifoseria urla contro un giocatore di colore andrebbe punita con la sconfitta a tavolino. Concordo con te questo calcio non è più sport, sono disgustato.

  2. secondo me resta fondamentale capire qual’è il collegamento tra il razzismo da stadio e le intemperanze e gli atti che si consumano fuori dagli stadi.
    Alcuni commentatori suggeriscono di lasciare quella gente ai propri cori, non considerarla neppure nelle cronache. Ma il problema lo si trova fuori dagli stadi, ed allora qui la questione (anche politicamente per chi amministra le città) finisce per cambiare; bisogna dissociare la politica dal calcio (anche se un po mi costa, almeno quando penso a Lucarelli) e accettare solo iniziative di cooperazione (tipo i giocatoir con le magliette id Amnesty per la campagna contro la violenza sulle donne o la tortura)

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