L’esagerazione della laicità

Il dibattito sulla laicità raggiunge a volte vette impreviste.
E’ il caso del gruppo di guide alpine valtellinesi, che hanno portato in cima al Pizzo Badile (3308 metri) una statua di Budda, dicendo che la toglieranno soltanto quando spariranno tutti i simboli religiosi dalle montagne.

Chi è stato almeno una volta a fare un’escursione in montagna sa che i sentieri e soprattutto le vette sono piene di tabernacoli, croci, lapidi, ecc… A volte questi simboli sono effettivamente di dubbio gusto, come le emormi croci di ferro che si stagliano sulla cima di molte montagne nostrane.

E’ anche vero che l’alpinismo ha una componente mistica legata all’ascesa, alla ricerca del “deserto” e dell’essenzialità.
Quindi mi sembra assurda questa guerra ai simboli religiosi in montagna.
Va benissimo la statuetta di Budda su Pizzo Badile, così come le croci o i tabernacoli lungo i sentieri.
Lasciamo un po’ di libertà di culto a tutti.

Finché, chiaramente, questi simboli non violino il paesaggio; in questo caso è bene impedirne il posizionamento.

Per le croci di ferro che si stagliano sulle vette, credo sia molto più intelligente lasciarle dove sono.
In fondo sono una testimonianza storica della fede dei nostri padri.
E poi pensate un po’ l’impatto ambientale che avrebbe un eventuale recupero di tonnellate di ferro dalla cima di un monte. Se il danno (ambientale e paesaggistico) è fatto, meglio non farne un secondo.

Per una montagna laica!

Che palle questa laicità. A volte si sfiora il ridicolo…

Luca

3 thoughts on “L’esagerazione della laicità”

  1. innanzi tutto, complimenti! gran bel blog…
    riguardo all’argomento del post, hai già letto la mia opinione, un po’ più pacata della mia prima reazione scritta di getto su un blog mio (blog.virgilio.it/yetiste).
    sono d’accordo con te che la difesa della laicità sta diventando un argomento assai noioso…

    un salutone, yetiste

  2. Bhè dai ormai la laicità sta diventando una nuova religione con i suoi non simboli, avvicinandosi sempre di più all’estremismo religioso che vuole combattere.
    Comunque mi è sempre piaciuta la figura del buddha e non vedo che male ci sia a lasciarne su uno.
    Aggiungiamo poi che le croci sono un simbolo ricorrente in tutte le culture e religioni da ben prima del cristianesimo (considerate solo la ruota solare in india, la cosidetta swastica, disegnata con i bracci in senso opposto a quella nazista).
    La Chiesa nel corso dei secoli ha preso spesso feste (25 dicembre la nascita di Cristo. stranamente vicino al solstizio di inverno) e figure da altre culture (il satiro dal corpo caprino- il diavolo) spesso mantenendone la valenza, altre volte invertendola. Ognuno può vedere quindi in quelle croci quello che vuole e lasciarle lì penso non offenda o dia fastidio a nessuno, come il buddha d’altro canto

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