Caro governatore

Carissimo Fazio,
governatore della Banca d’Italia.

Recenti intercettazioni telefoniche sembrano dimostrare che lei è stato un arbitro assolutamente poco imparziale nelle recenti scalate ad Antonveneta e RCS.

E’ vero che il nostro paese di credibilità ne ha veramente poca.
E’ vero che siamo governati da una banda di incompetenti.
E’ vero che nessuno può costringerla a dimettersi.

Ma è anche vero che un minimo di ritegno andrebbe sempre conservato.

Non credo che la sua pensione non le permetterebbe di vivere con dignità e con tranquillità gli anni che la separano dalla vecchiaia.
Si goda i suoi figli ed i suoi nipoti e molli la presa da quella poltrona.

Non è vero che il potere logori chi non ce l’ha.
E’ che chi ce l’ha non vuole saperne di lasciarlo.

Anche quando si trova ormai in una posizione ridicola.
Come la sua.

Auguri per la pensione, caro governatore.

Luca